Il lavoro non basta più: la Sibaritide agricola protesta per sopravvivere


CORIGLIANO-ROSSANO – Il gasolio si paga subito. Il raccolto, invece, quando arriva e se arriva, deve ancora trovare un prezzo. Dentro questa dimensione paradossale si sta consumando la resistenza delle aziende agricole della Sibaritide, della Calabria e di mezza Italia. Si continua a lavorare, ad anticipare spese, a tenere in piedi attività costruite nel tempo. Ma continuare non significa più, necessariamente, riuscire a vivere del proprio lavoro.

La protesta di mercoledì 14 ottobre, dalle ore 8, nell’area di Santa Lucia adiacente alla Statale 106, cercherà di riaccendere consapevolezza e attenzione attorno a questa difficoltà anche a Corigliano-Rossano, che fino ad ora si è dimostrata poco sensibile e solidale nei confronti della vicenda. Il sit-in pacifico, promosso dal Movimento Agricoltori e Allevatori insieme ai Guardiani del Crati, si inserisce in una mobilitazione che, al contrario, da settimane attraversa il territorio.

Le parole raccolte tra gli agricoltori e gli operatori del settore restituiscono il senso delle difficoltà emerse nei servizi di queste settimane. «Noi la mattina continuiamo ad andare a lavorare – ci racconta Giuseppe, piccolo imprenditore agricolo che stagionalmente garantisce occupazione a 15 famiglie. Ma ormai non sappiamo più se quello che facciamo ci permetterà di andare avanti. Il gasolio lo paghi subito, le altre spese pure. Poi arriva il momento di vendere e scopri quanto vale il tuo lavoro per gli altri. Tu hai già pagato tutto. Sul prezzo del prodotto, invece, hai pochissima voce».

È il dilemma di sempre in un territorio che produce tanto, che in realtà potrebbe produrre molto di più ma che pecca di disorganizzazione e la cattiva abitudine di non ragionare d’insieme. E il caro carburanti, anche in questo caso, ha messo a nudo il problema della mancata cooperazione, con le aziende costrette a difendere da sole i loro diritti.


LEGGI ANCHE – I trattori non arretrano: la protesta si allarga, il 14 ottobre appuntamento a Corigliano-Rossano


 

Mille euro in più, prima ancora di cominciare

All’inizio di settembre l’Eco aveva raccontato questa pressione mostrando l’importo di due fatture: stessa azienda, stesso fornitore, stessa quantità di gasolio. Quattromila litri, acquistati l’8 luglio e il 31 agosto: il conto era passato da 4.386,80 a 5.376,80 euro. Novecentonovanta euro in più, in meno di due mesi.


LEGGI ANCHE – Clementine della Sibaritide, produrle costa una tombola: mille euro in più per una cisterna di gasolio


 

E da agosto è stato un continuo crescendo, vertiginoso. Pauroso. Che ha portato il costo del gasolio agricolo (quello agevolato) alla soglia storica e impossibile da sostenere di 1,70 € al litro. Una situazione che ha messo in moto la protesta.

Nella Calabria del nord-est la prima mobilitazione è partita il 28 settembre, con il raduno nella zona industriale di Corigliano e il concentramento nell’area di Sibari-Firmo. Poi il presidio al quadrivio di Spezzano Albanese, diventato uno dei luoghi più riconoscibili e identitari della protesta.

Lì la contestazione ha preso il volto degli agricoltori e delle famiglie. E lì è emersa una stanchezza che precede persino la rabbia: la sensazione di dover tornare ancora una volta sulla strada per spiegare perché i conti non tornano.

«Essere sulla strada con i trattori non è una soddisfazione. Vorremmo stare – ci aveva confidato Cosmo, produttore dell’Arberia –  nelle nostre aziende, fare il nostro lavoro e poterci vivere. Ma se continuiamo a lavorare e i conti non tornano, dove dobbiamo andare a farci sentire?».

Quel presidio di Spezzano continua a proseguire a oltranza e sta dando vigore anche ad altri presidi del territorio: da San Marco Argentano a Cerchiara di Calabria. Sit-in che stanno raccogliendo tanta solidarietà dai sindaci e dalla politica (non di governo). Ma della solidarietà spesso chi protesta ha poco da trarne fuori (speci in questo caso) se quella vicinanza non si trasforma in misure capaci di incidere sui costi e sulla tenuta delle attività.


LEGGI ANCHE – Trattori, terzo giorno di protesta a Spezzano: «Andremo avanti a oltranza, siamo esausti»


 

Gli aiuti hanno bisogno di una data

La Regione ha annunciato 15 milioni di euro contro il caro carburanti. Una risposta sulla quale resta concentrata l’attenzione delle imprese: chi potrà accedere alle risorse, attraverso quali criteri, con quali importi e soprattutto in quali tempi. «Non basta dirci che arriveranno degli aiuti. Abbiamo bisogno – aveva detto Mario Oliveto, presidente del Comitato i Guardiani del Crati – di sapere quando, a chi, quanto. Perché nel frattempo le scadenze arrivano lo stesso. Non aspettano che finisca una riunione, che esca un bando, che qualcuno trovi un accordo».

La consigliera regionale Rosellina Madeo ha chiesto chiarezza sulle modalità di assegnazione e un’audizione urgente dei protagonisti della protesta in Commissione Agricoltura. Il punto è evitare che tra l’annuncio e il sostegno effettivo si apra un’attesa che le aziende più fragili non possono permettersi.

Anche Vincenzo Borrelli, agricoltore ed ex consigliere comunale di Altomonte, ha sollecitato priorità per i piccoli produttori. Perché una misura di emergenza deve riuscire a raggiungere chi ha meno risorse per assorbire l’urto.


LEGGI ANCHE – Caro carburanti, Madeo incalza la Regione: «Annunci e reel corrono, i provvedimenti no»


 

La paura di arrivare troppo tardi

La crisi attraversa più comparti. Agli agricoltori si affiancano le difficoltà di allevatori, pescatori e autotrasportatori. Fedralog ha annunciato cinque giorni di fermo in Calabria, dal 16 al 20 ottobre, per le imprese aderenti, con la salvaguardia dei servizi essenziali.

L’arcivescovo Maurizio Aloise, rilanciando la nota dei vescovi calabresi, ha espresso vicinanza a lavoratori, imprenditori e famiglie, chiedendo risposte concrete e tempestive. Dietro un’attività in difficoltà ci sono redditi, responsabilità e comunità che rischiano di diventare più fragili.

È il pensiero che chiude il racconto corale: «La paura è questa: che quando arriverà una risposta qualcuno abbia già smesso. E dietro quell’azienda non ci sarà soltanto un trattore fermo. Ci sarà una famiglia che non sa più come andare avanti». Mercoledì la protesta porterà a Santa Lucia questa urgenza. Il territorio chiede di poter continuare a produrre, con condizioni economiche che rendano possibile farlo.

Un trattore fermo sulla strada si vede. Un’azienda che si arrende, spesso, chiude in silenzio. È quel silenzio che la Sibaritide non può permettersi.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม