le sfide dei prossimi dieci anni. Personale qualificato, investimenti e sostenibilità tra le priorità


Il turismo europeo si prepara a una nuova fase di crescita, ma le prospettive per i prossimi dieci anni dipenderanno anche dalla capacità del settore di affrontare alcune questioni fondamentali: disponibilità di personale qualificato, investimenti, sostenibilità, digitalizzazione e gestione dei flussi turistici.

Il nuovo rapporto del World Travel & Tourism Council (WTTC) analizza l’evoluzione del settore fino al 2036 e individua le priorità per mantenerne la competitività. Le indicazioni interessano anche le imprese ricettive italiane, chiamate ad adeguare servizi, organizzazione e infrastrutture alle esigenze di un mercato in continua trasformazione.

Il peso economico del turismo europeo: dati e previsioni del WTTC

Secondo il WTTC, nel 2025 il settore dei viaggi e del turismo ha generato un contributo economico di quasi 3.000 miliardi di dollari in Europa, sostenendo 40,7 milioni di posti di lavoro.

Le prospettive a lungo termine indicano un ulteriore sviluppo. Entro il 2036 il contributo del turismo all’economia europea potrebbe raggiungere 3.800 miliardi di dollari, con una crescita media annua stimata del 2,2%. Nello stesso periodo, il settore potrebbe sostenere oltre 50 milioni di posti di lavoro.

Anche gli arrivi turistici internazionali sono destinati ad aumentare, passando dai 757,3 milioni registrati nel 2025 a una previsione di 1,14 miliardi nel 2036.

Si tratta di stime che delineano un potenziale di crescita significativo, ma che pongono anche interrogativi sulla capacità delle destinazioni e delle imprese di accogliere una domanda crescente, mantenendo adeguati livelli di servizio e sostenibilità economica.

Lavoro nel turismo: la sfida tra nuove competenze e difficoltà di reclutamento

La disponibilità di lavoratori qualificati rappresenta una delle principali criticità individuate dal WTTC.

Il turismo offre importanti opportunità occupazionali ai giovani, che rappresentano il 13,1% degli addetti diretti del settore in Europa, contro l’8,3% dell’economia complessiva. Tuttavia, secondo le previsioni riportate nello studio, in alcuni Paesi, come Germania e Grecia, la disponibilità di lavoratori potrebbe risultare sensibilmente inferiore al fabbisogno entro il 2035. 

Il WTTC richiama quindi l’attenzione sulla formazione professionale, sui percorsi di apprendistato e sul riconoscimento delle competenze acquisite nel settore dell’ospitalità.

Per hotel, resort, campeggi e altre strutture ricettive, il tema riguarda anche la capacità di attrarre e trattenere personale, garantire continuità ai servizi e sviluppare competenze adeguate alle nuove esigenze operative. La formazione assume, quindi, particolare rilevanza nelle attività che richiedono competenze digitali, linguistiche e relazionali, oltre che nella gestione di servizi sempre più diversificati e personalizzati.

Investimenti e riqualificazione delle strutture

Il WTTC evidenzia la necessità di rafforzare l’accesso ai finanziamenti, soprattutto per le piccole e medie imprese, e di riconoscere il turismo come settore strategico nella programmazione europea degli investimenti.

Per le strutture ricettive, le priorità possono tradursi in interventi di riqualificazione degli immobili, efficientamento energetico, miglioramento dell’accessibilità e aggiornamento delle dotazioni tecnologiche.

L’esigenza riguarda anche gli alberghi indipendenti e le attività di dimensioni più contenute, per i quali la pianificazione degli investimenti deve spesso confrontarsi con risorse finanziarie limitate, costi operativi crescenti e necessità di mantenere competitiva l’offerta.

Più attenzione a clima e risorse

La sostenibilità ambientale assume un ruolo particolarmente importante per le destinazioni del Mediterraneo, che secondo il WTTC concentrano il 52,2% della spesa dei visitatori internazionali in Europa.

Il rapporto richiama i rischi legati all’aumento delle temperature e alla pressione sulle risorse idriche, evidenziando la necessità di investire nell’adattamento delle infrastrutture turistiche ai cambiamenti climatici. Le raccomandazioni riguardano la gestione dell’acqua e dei rifiuti, la tutela del patrimonio naturale e gli investimenti per migliorare la capacità delle destinazioni di affrontare condizioni climatiche sempre più impegnative.

Per le strutture ricettive italiane, soprattutto nelle località balneari e nelle destinazioni caratterizzate da una forte stagionalità, questi aspetti possono incidere direttamente sull’organizzazione e sui costi di gestione.

Interventi per ridurre i consumi idrici, migliorare l’isolamento degli edifici, rendere più efficiente la climatizzazione e garantire il comfort degli ospiti durante i periodi di caldo intenso possono assumere un’importanza crescente.

Digitalizzazione e intelligenza artificiale a supporto della gestione

Il WTTC indica una maggiore diffusione dell’intelligenza artificiale tra le priorità per il turismo europeo, sottolineando l’importanza di rendere queste tecnologie accessibili anche alle piccole e medie imprese.

L’organizzazione raccomanda misure di sostegno mirate, formazione, consulenza specialistica e accesso a strumenti digitali condivisi, per favorire l’adozione delle nuove tecnologie anche da parte degli operatori con risorse limitate.

Nella gestione alberghiera, le applicazioni possono riguardare l’analisi della domanda, la previsione dell’occupazione, l’organizzazione delle attività, la comunicazione con gli ospiti e il supporto alle decisioni commerciali.

L’effettiva utilità di queste soluzioni dipenderà dalla loro integrazione nei processi aziendali, dalla qualità dei dati disponibili e dalla capacità del personale di utilizzarle in modo appropriato.

Destagionalizzazione e gestione dei flussi turistici

Il WTTC richiama l’attenzione sulla necessità di distribuire meglio i flussi turistici tra territori e periodi dell’anno, per ridurre la pressione sulle destinazioni più frequentate e valorizzare anche quelle meno conosciute.

Le strategie proposte comprendono una programmazione che tenga conto della mobilità, dei servizi locali, della disponibilità di abitazioni e la capacità delle destinazioni di gestire la pressione turistica.

Un ruolo importante è attribuito anche al miglioramento dei collegamenti ferroviari, stradali, aerei e marittimi, soprattutto verso le destinazioni rurali, insulari e periferiche. Una maggiore accessibilità può contribuire a distribuire la domanda turistica su un territorio più ampio e favorire i soggiorni anche al di fuori dei periodi di maggiore affluenza.

Per le imprese ricettive italiane, una migliore distribuzione dei flussi può favorire nuove opportunità commerciali nelle stagioni intermedie, una minore dipendenza dai picchi stagionali e una maggiore continuità dell’attività.


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