Punti chiave sui bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026
- Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 32 milioni di euro per sostenere la valorizzazione e la tutela della proprietà industriale delle PMI.
- Le risorse sono suddivise in 20 milioni per Brevetti+, 10 milioni per Disegni+ e 2 milioni per Marchi+.
- Le domande aprono il 25 novembre 2026 per Brevetti+, il 3 dicembre per Marchi+ e il 17 dicembre per Disegni+, sempre alle ore 12:00.
- Brevetti+ offre contributi fino a 140.000 euro, Disegni+ fino a 60.000 euro e Marchi+ fino a 9.000 euro per marchio, secondo la misura applicabile.
- I contributi finanziano servizi specialistici per valorizzare brevetti e design o tutelare marchi nei mercati esteri.
- Le procedure sono a sportello: arrivare con titoli, requisiti, documenti e progetti già definiti è fondamentale.
Nel 2025 in Italia sono state presentate 102.370 domande relative alla proprietà industriale. Un numero che racconta quanto brevetti, marchi, disegni e modelli siano presenti nell’attività delle imprese italiane. Ma quante aziende riescono a trasformare questi titoli in un vantaggio competitivo? È questa la domanda che emerge dall’analisi dell’Osservatorio Finera sui nuovi bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026. Vuoi avere maggiori informazioni? Allora, continua a leggere questo articolo.

Bando Brevetti, bando Disegni e bando Marchi: tutto quello che devi sapere nel 2026-2027
31 milioni di euro per sostenere la proprietà industriale
Il MIMIT ha stanziato 32 milioni di euro per sostenere le PMI nella valorizzazione della proprietà industriale, fissando le aperture degli sportelli tra il 25 novembre e il 17 dicembre 2026. Le agevolazioni riguardano tre esigenze differenti: portare un brevetto nella produzione e sul mercato, valorizzare economicamente un disegno o modello industriale e proteggere un marchio nell’Unione europea o a livello internazionale.
Le risorse, però, sono limitate. E l’esperienza degli sportelli precedenti mostra quanto possa essere importante preparare la domanda prima dell’apertura.
Quando aprono i bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026?
Il MIMIT, con i bandi attuativi emanati il 28 settembre 2026, ha definito i termini per presentare le domande.
| Bando | Risorse disponibili | Apertura domande |
|---|---|---|
| Brevetti+ 2026 | 20 milioni € | 25 novembre, ore 12:00 |
| Marchi+ 2026 | 2 milioni € | 3 dicembre, ore 12:00 |
| Disegni+ 2026 | 10 milioni € | 17 dicembre, ore 12:00 |
| Totale | 32 milioni € |
Tutti e tre gli incentivi prevedono procedure valutative a sportello, secondo le rispettive disposizioni. Questo significa che i progetti devono essere ammissibili e superare le verifiche previste, ma anche che la disponibilità delle risorse e l’ordine di presentazione delle domande assumono un’importanza concreta.
Le imprese interessate dovrebbero quindi utilizzare ottobre e novembre per verificare la documentazione, definire il piano delle spese e predisporre il progetto di valorizzazione.
Come funziona Brevetti+ 2026 e quanto finanzia?
Brevetti+ 2026 sostiene le micro, piccole e medie imprese che intendono valorizzare economicamente un brevetto attraverso l’acquisto di servizi specialistici.
La dotazione è di 20 milioni di euro.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino a 140.000 euro, con copertura ordinaria massima dell’80% dei costi ammissibili.
La percentuale può aumentare:
- fino all’85% per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere;
- fino al 100% in specifici casi di contitolarità o licenza esclusiva con enti pubblici di ricerca, alle condizioni stabilite dal bando.
Quali spese finanzia Brevetti+?
Il bando distingue tre macroaree di servizi specialistici:
Macroarea A – Progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione
Comprende servizi destinati a sviluppare il prodotto o processo brevettato e a favorirne l’applicazione industriale, come studi di fattibilità, progettazione tecnica, prototipazione e industrializzazione.
Macroarea B – Organizzazione e sviluppo
Comprende attività specialistiche collegate all’organizzazione, alla strategia di sviluppo e all’ingresso sul mercato.
Macroarea C – Trasferimento tecnologico e tutela
Riguarda servizi specialistici connessi alla valorizzazione giuridica ed economica del brevetto, come gli accordi di licenza.
Il MIMIT stabilisce tre condizioni importanti: il progetto non può basarsi su un’unica tipologia di servizio, deve includere almeno un servizio della Macroarea A e le spese delle Macroaree B e C non possono superare complessivamente il 20% del piano richiesto.
Il brevetto, quindi, è il punto di partenza. Il contributo serve a sostenerne la valorizzazione economica.
Per una PMI manifatturiera può significare trasformare una soluzione brevettata in un nuovo processo produttivo. Per un’impresa tecnologica può voler dire avvicinare un’innovazione all’industrializzazione e alla commercializzazione.
Quali imprese possono accedere a Brevetti+ 2026?
Brevetti+ si rivolge alle PMI, anche di nuova costituzione, con sede legale e operativa in Italia, in possesso dei requisiti indicati nel bando.
È necessario verificare con attenzione la situazione del titolo brevettuale.
Tra le fattispecie previste rientrano, alle condizioni stabilite dal MIMIT:
- brevetti italiani concessi successivamente al 1° gennaio 2025;
- domande nazionali depositate successivamente al 1° gennaio 2024, accompagnate da un rapporto di ricerca con esito non negativo;
- brevetti europei convalidati in Italia successivamente al 1° gennaio 2025;
- brevetti unitari concessi dal 1° gennaio 2025;
- determinate domande europee o internazionali depositate successivamente al 1° gennaio 2024 che rivendicano la priorità di una precedente domanda nazionale.
Non è quindi sufficiente possedere genericamente un brevetto. Occorre verificare data, stato, titolarità e corrispondenza con le categorie ammesse.
Come funziona Disegni+ 2026 e quali contributi prevede?
Disegni+ 2026 sostiene la valorizzazione economica dei disegni e modelli registrati, attraverso servizi specialistici esterni finalizzati alla produzione e alla commercializzazione. La dotazione è di 10 milioni di euro.
Il contributo può coprire fino all’80% delle spese ammissibili, entro un massimo di 60.000 euro per impresa beneficiaria. L’intensità può salire all’85% per le imprese con certificazione della parità di genere.
Quali spese sono ammissibili a Disegni+?
Tra i servizi finanziabili rientrano:
- realizzazione di prototipi;
- realizzazione di stampi;
- consulenze tecniche per la catena produttiva;
- consulenze per l’impiego di materiali innovativi;
- certificazioni di prodotto;
- certificazioni di sostenibilità ambientale;
- business plan;
- piani di marketing;
- materiali di comunicazione finalizzati alla commercializzazione.
Il disegno o modello deve essere registrato presso UIBM, EUIPO oppure OMPI, con designazione dell’Italia quando prevista, e rispettare i requisiti temporali del bando.
Per il 2026, il titolo deve risultare registrato dal 1° gennaio 2024 e comunque prima della presentazione della domanda.
Perché Disegni+ è interessante per il Made in Italy?
Il design rappresenta una componente distintiva di molte filiere industriali italiane: arredamento, illuminazione, moda, packaging, oggettistica e componentistica. Un’impresa può possedere un disegno registrato ma non aver ancora sostenuto gli investimenti necessari per produrlo o commercializzarlo. Disegni+ interviene proprio su questo passaggio.
Per esempio, un’azienda dell’arredo potrebbe aver registrato un nuovo modello, ma dover ancora realizzare gli stampi, verificare i materiali e preparare la strategia commerciale. L’agevolazione può sostenere alcuni dei servizi specialistici necessari a portare quel progetto sul mercato, nei limiti previsti dal bando.
Come funziona Marchi+ 2026 e quanto si può ottenere?
Marchi+ 2026 sostiene le PMI nella tutela dei marchi all’estero. Il bando dispone di 2 milioni di euro e prevede due linee di intervento.
Misura A – Registrazione dei marchi dell’Unione europea
La Misura A riguarda i marchi registrati presso EUIPO. Il contributo copre fino all’80% delle spese ammissibili, per un massimo di 6.000 euro per marchio. La percentuale può salire all’85% in presenza della certificazione della parità di genere.
Misura B – Registrazione internazionale dei marchi
La Misura B riguarda la registrazione internazionale presso OMPI. Il contributo copre fino al 90% delle spese ammissibili, per un massimo di 9.000 euro per marchio. La percentuale può salire al 95% per le imprese con certificazione della parità di genere.
Quali spese finanzia Marchi+?
Le spese possono comprendere:
- progettazione della rappresentazione del marchio;
- assistenza per il deposito;
- ricerche di anteriorità;
- assistenza legale per opposizioni o rilievi;
- tasse di deposito e registrazione.
I requisiti differiscono tra le due misure.
Per i marchi UE, il bando considera le registrazioni precedute da domande depositate a partire dal 1° giugno 2023, secondo le condizioni previste. Per i marchi internazionali, occorre verificare la data della domanda o della designazione successiva, a partire dal 1° giugno 2023, e la pubblicazione nel registro internazionale prima della richiesta di contributo.
Perché Marchi+ è importante per chi esporta?
Un marchio riconoscibile può aiutare un’impresa a distinguersi e a consolidare il proprio posizionamento commerciale. Ma operare sui mercati esteri richiede anche attenzione alla protezione giuridica. Un’azienda che esporta può avere investito per anni in reputazione, comunicazione, distributori e rete commerciale senza aver completato un’adeguata strategia di tutela del marchio nei mercati di riferimento.
Marchi+ consente di recuperare una parte delle spese ammissibili sostenute per la registrazione e la tutela all’estero. È una misura con una dotazione inferiore rispetto a Brevetti+ e Disegni+, ma rilevante per le PMI che vogliono rafforzare la propria presenza internazionale.
Perché è importante preparare la domanda prima dell’apertura dei bandi?
I 32 milioni stanziati per il 2026 devono essere letti alla luce della domanda registrata nelle precedenti edizioni. Nel 2025, lo sportello Brevetti+ è stato chiuso per esaurimento delle risorse già nel giorno di apertura, alle ore 18:01. Sempre nel 2025, Marchi+ ha ricevuto 1.161 domande, per oltre 2,8 milioni di euro di agevolazioni richieste, a fronte di una dotazione di 2 milioni.
Per Disegni+ sono state presentate 638 domande, per oltre 28 milioni di euro richiesti, con una dotazione di 10 milioni. Sono dati che mostrano quanto la richiesta di contributi possa superare le risorse disponibili.
Per questo l’Osservatorio Finera evidenzia un elemento operativo: le imprese che arrivano all’apertura dello sportello con requisiti, documenti, servizi specialistici e progetto già definiti sono in condizioni migliori per presentare tempestivamente una domanda completa. Questo non garantisce l’ottenimento del contributo, che resta subordinato all’istruttoria e alla disponibilità finanziaria, ma riduce il rischio di errori e ritardi.
Quanto vale la proprietà industriale per la competitività delle PMI?
Secondo il Rapporto UIBM 2025, in Italia sono state presentate 102.370 domande di proprietà industriale, tra brevetti, marchi, disegni, modelli e altre categorie rilevate.
Il dato comprende, tra l’altro:
- 68.792 domande relative ai marchi, tra primi depositi e rinnovi;
- 14.069 brevetti e modelli di utilità;
- 1.395 domande per disegni e modelli.
Questi numeri non rappresentano la platea delle imprese ammissibili ai tre bandi. Mostrano però quanto sia diffusa l’attività di registrazione e tutela della proprietà industriale in Italia. A questa evidenza si aggiungono i risultati di uno studio pubblicato nel 2025 da EPO ed EUIPO, condotto su oltre 119.000 imprese europee. Lo studio rileva che le imprese titolari di brevetti, marchi o disegni registrati presentano, in media, ricavi per dipendente superiori del 23,8% rispetto alle imprese senza questi diritti e salari medi superiori del 22,1%.
Tra le PMI, dopo gli aggiustamenti statistici, il vantaggio associato al possesso di diritti di proprietà intellettuale arriva al 44% dei ricavi per dipendente. È importante interpretare correttamente questi dati: si tratta di una relazione statistica, non della prova che registrare un marchio o un brevetto produca automaticamente una crescita dei ricavi. L’indicazione, tuttavia, è significativa. La gestione degli asset immateriali è associata a imprese più produttive e strutturate.
Qual è il rischio di non valorizzare brevetti, marchi e design?
Per una PMI, un brevetto non sfruttato, un disegno mai industrializzato o un marchio non adeguatamente protetto possono rappresentare opportunità economiche non sviluppate. Esiste inoltre il rischio di imitazione e contraffazione. Secondo i dati IPERICO-UIBM, nel 2024 sono stati registrati in Italia 606 sequestri per contraffazione, riguardanti 36,1 milioni di prodotti e un valore stimato di 257,4 milioni di euro.
Il dato riguarda specifiche categorie merceologiche e il fenomeno intercettato dalle autorità: non equivale quindi al valore totale della contraffazione in Italia. Anche l’EUIPO ha evidenziato l’impatto economico delle merci contraffatte nei settori dell’abbigliamento, dei cosmetici e dei giocattoli. Per un’impresa, proteggere e valorizzare la proprietà industriale significa quindi lavorare su più fronti: difesa del prodotto, reputazione commerciale, possibilità di licenza, industrializzazione ed espansione sui mercati. I bandi 2026 possono contribuire a finanziare alcuni di questi passaggi.
Quali imprese dovrebbero valutare i bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026?
La scelta dipende dall’asset posseduto e dall’obiettivo dell’impresa. Brevetti+ è particolarmente interessante per PMI che hanno sviluppato un’invenzione e devono realizzare attività tecniche, produttive o organizzative per valorizzarla economicamente.
Disegni+ è indicato per imprese che hanno registrato un disegno o modello e vogliono sostenerne l’introduzione nella produzione e nel mercato. Marchi+ riguarda invece PMI che hanno avviato percorsi di registrazione UE o internazionale e possiedono i requisiti per ottenere un contributo sulle spese ammissibili.
L’Osservatorio Finera ha individuato tre situazioni ricorrenti:
- Impresa con proprietà industriale non ancora mappata. Possiede prodotti, soluzioni tecniche o segni distintivi, ma non ha ancora verificato quali diritti siano registrati e tutelati.
- Impresa con titoli registrati ma non valorizzati. Ha protetto il brevetto, il design o il marchio, ma non dispone ancora di un piano per trasformarlo in produzione, ricavi o crescita commerciale.
- Impresa pronta alla valorizzazione. Ha già definito titoli, obiettivi, attività, fornitori specialistici e investimenti. È nella condizione più favorevole per valutare tempestivamente l’accesso ai bandi.
Per questa ragione la scelta della misura dovrebbe sempre partire dal progetto e dalla situazione effettiva dell’impresa.
Quali documenti servono per preparare la domanda?
Le procedure e i documenti richiesti differiscono tra Brevetti+, Disegni+ e Marchi+.
Prima dell’apertura dello sportello è opportuno predisporre:
- visura camerale e dati dell’impresa;
- verifica della dimensione aziendale;
- documentazione che attesti titolarità, registrazione e validità del titolo;
- verifica delle date rilevanti per l’ammissibilità;
- descrizione del progetto;
- preventivi dei fornitori specialistici;
- piano dettagliato delle spese;
- eventuali accordi con partner e fornitori;
- documentazione relativa ai requisiti generali;
- verifica del regime de minimis e degli altri aiuti ricevuti;
- verifica degli obblighi assicurativi applicabili contro i rischi catastrofali;
- eventuale certificazione della parità di genere;
- strumenti digitali richiesti per la presentazione.
Per Brevetti+ è particolarmente importante dimostrare la coerenza dei servizi con il percorso di valorizzazione del titolo.
Per Disegni+ occorre collegare le spese alla messa in produzione o commercializzazione del modello registrato.
Per Marchi+ serve verificare che registrazioni, date, servizi e spese rispettino le condizioni della Misura A o della Misura B.
Una preparazione completa consente di affrontare l’apertura dello sportello con maggiore sicurezza.
Come accedere ai bandi 2026?
Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026 rappresentano tre opportunità differenti, accomunate da un elemento: per ottenere il contributo non basta possedere un titolo di proprietà industriale. Occorre verificare i requisiti, individuare le spese finanziabili, costruire un progetto coerente e predisporre la documentazione nei tempi previsti.
Finera supporta le imprese nell’analisi del potenziale agevolativo e nell’individuazione delle misure compatibili con i loro progetti di investimento. Per i bandi dedicati alla proprietà industriale, il supporto può comprendere la verifica preliminare dei requisiti, l’analisi dei servizi agevolabili, la pianificazione delle attività e la preparazione del percorso di accesso alle agevolazioni.
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