Dalle 10:00 di lunedì 19 ottobre 2026 si presentano le domande del Bando Neve Spese di Funzionamento 2026: la Regione Toscana copre fino all’80% delle spese di esercizio e manutenzione degli impianti di risalita nelle aree sciabili di interesse locale, cioè i comprensori di Garfagnana, Montagna Pistoiese, Amiata e Zeri. Lo gestisce Sviluppo Toscana, la società in house della Regione, e la finestra si chiude alle 16:00 del 16 novembre 2026. Il bando è approvato con il decreto dirigenziale n. 22460 del 10 ottobre 2026 (archivio ZIP con decreto, bando e allegati).
La platea è piccola e i soldi pure: 1 milione di euro in tutto, metà sul 2026 e metà sul 2027. Se le richieste superano la dotazione, la Regione non esclude nessuno: taglia in proporzione il contributo di tutti. Per questo l’80% va letto come un tetto, non come la percentuale che arriva in cassa. Quanto puoi chiedere lo fissa il 40% di quello che la tua gestione degli impianti ha prodotto, in media, nel 2023, 2024 e 2025: i 500.000 euro di progetto massimo diventano il vincolo solo se quella media arriva ad almeno 1.250.000 euro.
Il Bando Neve 2026 in cinque risposte
- Cosa copre: le spese di funzionamento degli impianti di risalita (personale, energia, manutenzione, gasolio dei mezzi operativi, assicurazioni, soccorso, promozione e altre), sostenute dal 1° ottobre 2026 al 30 aprile 2027.
- Chi può chiederlo: micro, piccole e medie imprese, professionisti e aggregazioni di almeno tre soggetti, con attività primaria 49.34.00, 49.12.00 o 93.11.90, sede o unità locale in Toscana e impianti in uno dei quattro comprensori.
- Quanto: fino all’80% delle spese ammissibili, su un progetto fra 10.000 e 500.000 euro e non oltre il 40% della media 2023, 2024 e 2025 del valore della produzione della sola gestione impianti.
- Quando: domande dalle 10:00 del 19 ottobre alle 16:00 del 16 novembre 2026; esito entro 30 giorni dalla chiusura.
- Come: solo online, sulla piattaforma Accesso Sicuro di Sviluppo Toscana, con SPID, CIE o CNS, e si sottoscrive con gli strumenti di identità digitale.
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80%Intensità massima sulle spese ammissibili
40%Tetto del progetto sul valore della produzione medio
1 mln€Dotazione, con riparto proporzionale
Bando Neve Spese di Funzionamento 2026: la scheda dell’atto
| Voce | Cosa prevede | Dove sta |
|---|---|---|
| Atto | Decreto dirigenziale n. 22460 del 10/10/2026, che approva il bando (Allegato 1) e gli allegati da A a E; criteri fissati dalla delibera di Giunta n. 1219 del 5/10/2026 | Decreto, dispositivo |
| Base normativa | Art. 9 c. 1 bis della L.R. 75/2020, come modificato dall’art. 7 della L.R. 23/2025; aree sciabili dell’art. 59 c. 3 della L.R. 86/2014 | Decreto, premesse |
| Gestore | Sviluppo Toscana S.p.A., organismo intermedio della Regione | Decreto |
| Forma dell’aiuto | Sovvenzione a fondo perduto, contributo in conto esercizio | Allegato 1, par. 1 e 5.5 |
| Intensità | Fino all’80% delle spese di funzionamento ammissibili | Allegato 1, par. 5.5 e 2 |
| Regime di aiuto | De minimis (Reg. UE 2023/2831) per le spese dal 1° ottobre 2026 alla domanda; art. 55 del Reg. UE 651/2014 per le spese successive | Allegato 1, par. 5.3 e 5.5; Allegato D |
| Importo del progetto | Da 10.000 a 500.000 euro, e non oltre il 40% della media 2023, 2024 e 2025 del valore della produzione della gestione impianti | Allegato 1, par. 5.4 |
| Dotazione | 1.000.000 euro: 500.000 sul 2026 e 500.000 sul 2027 | Allegato 1, par. 2; divisione per anno nel decreto, punto 3 |
| Selezione | Graduatoria valutativa; se le richieste superano la dotazione, riduzione proporzionale per tutti i beneficiari in graduatoria | Allegato 1, par. 1 e 2 |
| Domande | Dalle 10:00 del 19/10/2026 alle 16:00 del 16/11/2026, su Accesso Sicuro | Allegato 1, par. 6.1; pagina di Sviluppo Toscana |
| Fine del progetto | Spese fatturate e pagate entro il 30/04/2027 | Allegato 1, par. 5.2.2 |
| Erogazione | SAL per le spese pagate nel 2026, saldo per quelle del 2027; nessun anticipo | Allegato 1, par. 7 |
Dati letti sul decreto e sull’Allegato 1 il 19 ottobre 2026. Il decreto dà il bando come pubblicato sul BURT, il Bollettino ufficiale della Regione Toscana: numero e data del fascicolo non li abbiamo ancora potuti verificare.
Chi può chiederlo davvero: tre filtri che si sommano
La pagina di Sviluppo Toscana indica come destinatari «Liberi professionisti, PMI», e il par. 3 del bando parla di imprese, professionisti singoli o associati e forme associative di almeno tre soggetti, con o senza personalità giuridica. Fin qui sembra largo. I filtri veri sono tre, e devono esserci tutti.
Il territorio: quattro comprensori e una sede in Toscana
Serve la sede legale o un’unità locale in Toscana, e serve gestire impianti di risalita nelle aree sciabili di interesse locale individuate dall’art. 59 della L.R. 86/2014: Garfagnana, Montagna Pistoiese, Amiata e Zeri (par. 3 e 4.2.2). Chi ha la sede fuori regione può presentare domanda lo stesso: il par. 4.1 consente di dimostrare iscrizione e localizzazione (requisiti 4.2.1 e 4.2.2) al momento della domanda di saldo.
L’attività: uno dei tre codici ATECO 2025, come attività primaria
Il codice è un requisito dell’avviso, non una classificazione statistica qualunque. Deve essere l’attività primaria della sede o dell’unità locale destinataria, già al momento della domanda (par. 3 e 4.2.1):
- 49.34.00, Trasporto di passeggeri mediante funivie e sciovie;
- 49.12.00, Altri trasporti ferroviari di passeggeri;
- 93.11.90, Gestione di altri impianti sportivi.
Il 93.11.90 è un codice generico, non specifico degli impianti a fune: con quel codice si entra solo se si gestiscono impianti di risalita in uno dei quattro comprensori. Se la tua visura riporta questi codici solo come secondari, la domanda così non passa: il requisito guarda all’attività primaria della sede o dell’unità locale destinataria, e va posseduto già alla data di invio (par. 3 e 4.1).
La dimensione e la solidità: solo PMI, con un indice da rispettare
Il par. 4.2.11 ammette solo micro, piccole e medie imprese secondo l’Allegato I del Reg. UE 651/2014: una grande impresa resta fuori, anche se la pagina del bando sul sito di Sviluppo Toscana non lo dice. È esclusa anche l’impresa in difficoltà come la definisce l’art. 2 punto 18 dello stesso regolamento, e il par. 4.2.16 la esclude in generale, quindi anche per la parte di spese in de minimis.
Poi c’è un indice di affidabilità economico finanziaria, da calcolare prima di compilare (par. 4.2.15): il patrimonio netto dell’ultimo bilancio depositato, diviso per la differenza fra costo del progetto e contributo richiesto, deve superare 0,2. Con il contributo chiesto all’80%, quella differenza vale un quinto del progetto, e il patrimonio netto deve quindi superare il 4% del costo del progetto. Il patrimonio netto si può integrare con crediti verso soci, aumenti di capitale deliberati e versamenti in conto capitale.
Il resto dell’elenco è quello consueto dei bandi regionali (par. da 4.2.3 a 4.2.23): DURC regolare (il documento unico di regolarità contributiva), nessuna procedura concorsuale, nessuna revoca totale della Regione negli ultimi due anni per le cause del par. 4.2.5, niente debiti scaduti verso la Regione oltre 5.000 euro derivanti da revoche o recuperi, regole antimafia e sul titolare effettivo, PEC attiva. E la polizza contro i rischi catastrofali, obbligatoria per le imprese ai sensi della L. 213/2023 e del DL 39/2025 (par. 4.2.23).
Se partecipate in aggregazione. Ogni partecipante deve sostenere almeno il 5% dei costi del progetto, i partecipanti non possono essere collegati fra loro e, se l’aggregazione non ha personalità giuridica, i requisiti si verificano su ciascuno (Allegato E). Il tetto del 40% si calcola sul raggruppamento (par. 5.4).
Da non confondere con la misura delle Marche per le imprese turistiche dei comuni sciistici della Fascia A, che ristorava soprattutto il calo di fatturato ed è chiusa: la trovi nella nostra guida al bando delle Marche per i comprensori sciistici. Il bando toscano è un’altra cosa: paga le spese correnti di chi gestisce gli impianti.
Spese di funzionamento ammissibili e spese escluse
Il bando finanzia la gestione ordinaria, non gli investimenti: l’elenco dell’Allegato A, par. 2.2, è quello del conto economico di una stazione sciistica.
| Ammissibili (Allegato A, par. 2.2) | Escluse (Allegato A, par. 2.2 e 3) |
|---|---|
| Personale | Pagamenti in contanti |
| Materiali | Giustificativi quietanzati solo in parte |
| Servizi appaltati | Fatture di soci, amministratori, parenti o affini fino al secondo grado (terzo grado per le società partecipate) |
| Comunicazioni ed energia | Interessi e altri oneri finanziari |
| Manutenzione e affitto | IVA recuperabile |
| Spese di amministrazione | Dazi |
| Gasolio per i mezzi operativi | Trasporto e imballo |
| Assicurazioni e servizio di soccorso | |
| Promozione | |
| Professionisti, compreso il revisore legale che assevera il rendiconto |
Ogni fattura deve riportare il CUP, il codice unico di progetto che identifica l’aiuto, e in più va annullata con la dicitura prevista: «Legge regionale n. 23/2025 Sostegno alle imprese del Sistema neve in Toscana DD … CUP …» (Allegato A, par. 3). Per le fatture di ottobre emesse prima di avere il CUP la dicitura non si può apporre: l’Allegato A chiede in alternativa una dichiarazione allegata con i dati dell’annullo e il CUP, oppure un elenco dei giustificativi privi della dicitura, sui modelli di Sviluppo Toscana.
De minimis o art. 55 GBER: lo decide la data della spesa, non tu
Il bando usa due regimi di aiuto nella stessa domanda, e non lascia scegliere. Il criterio è temporale (par. 5.3 e Allegato D).
Spese già sostenute, dal 1° ottobre 2026 alla domanda
Vanno in de minimis, il tetto di aiuti pubblici che un’impresa unica può ricevere: 300.000 euro nell’arco di tre anni, su base mobile (Reg. UE 2023/2831, art. 3 par. 2). Questa quota si somma agli altri de minimis ricevuti dall’impresa e da quelle collegate.
Spese da sostenere, dal giorno dopo la domanda
Vanno nell’art. 55 del GBER, il Reg. UE 651/2014 che esenta dalla notifica a Bruxelles alcune categorie di aiuti: l’art. 55 riguarda il funzionamento delle infrastrutture sportive. Non consuma il plafond de minimis.
Perché l’80%? L’art. 55 del GBER, al par. 12, consente per gli aiuti fino a 2,2 milioni di fissare l’importo all’80% dei costi ammissibili, invece di calcolare le perdite di esercizio come chiede il par. 11. Il bando non richiama il par. 12, ma l’80% coincide con quel tetto, e la Regione ha applicato la stessa intensità anche alla quota de minimis.
Il modello di domanda ha infatti due righe separate: «spese già realizzate» in de minimis e «spese da realizzare» in art. 55. Conviene compilarle con le fatture in mano, perché la quota de minimis entra nel calcolo del plafond e va verificata prima: come farlo sul Registro nazionale degli aiuti lo spieghiamo nella guida alla verifica del plafond de minimis prima della domanda.
Un punto da conoscere. Il par. 5.2.1 fa iniziare il progetto, convenzionalmente, alla notifica dell’atto di concessione; il par. 5.3 ammette espressamente le spese anteriori, dal 1° ottobre 2026 fino al giorno prima della domanda (de minimis) e dal giorno dopo la domanda (art. 55). Le spese del giorno stesso della domanda non rientrano in nessuna delle due finestre. Il modello di domanda segue il par. 5.3. Prima di inserire spese anteriori alla concessione, chiedi conferma scritta a [email protected] e conservala.
Quanto si ottiene: tre scenari, il riparto e l’indice di solidità
Il conto si fa in tre passaggi: 80% delle spese ammissibili, poi i limiti del par. 5.4 sul progetto, poi l’eventuale riduzione proporzionale se le domande superano il milione (par. 2).
| Scenario | Valore della produzione impianti, media 2023, 2024 e 2025 | Progetto massimo (40%) | Spese presentate | Contributo massimo all’80% | Patrimonio netto minimo |
|---|---|---|---|---|---|
| Skilift di paese, alla soglia minima | 25.000 euro | 10.000 euro | 10.000 euro | 8.000 euro | oltre 400 euro |
| Stazione media | 250.000 euro | 100.000 euro | 100.000 euro | 80.000 euro | oltre 4.000 euro |
| Caso limite | 1.250.000 euro o più | 500.000 euro | 500.000 euro | 400.000 euro | oltre 20.000 euro |
Calcoli nostri sulle regole dei par. 4.2.15, 5.4 e 5.5. Il patrimonio netto minimo viene dall’indice del par. 4.2.15: nella stazione media il progetto vale 100.000 euro e il contributo 80.000, la differenza è 20.000 e il patrimonio netto deve superarne il 20%, cioè 4.000 euro. Lo skilift di paese segna anche il confine inferiore: con un valore della produzione medio sotto i 25.000 euro, il 40% resta sotto i 10.000 euro di progetto minimo e il progetto resta fuori dai limiti del par. 5.4 e la domanda non è ammissibile.
Il caso limite è il massimale teorico, non lo standard. Due domande da 400.000 euro assorbirebbero da sole quasi tutta la dotazione, e scatterebbe il riparto. Esempio: se i contributi concedibili sommati arrivano a 1.600.000 euro, ciascuno si moltiplica per 1.000.000 diviso 1.600.000, cioè 0,625. Gli 80.000 euro della stazione media diventano 50.000, e l’80% di partenza diventa di fatto il 50%. Il bando prevede che gli eventuali residui si possano riassegnare fino all’80%.
Nella stazione media, se 30.000 euro di spese sono state pagate fra il 1° ottobre e il giorno della domanda e 70.000 arrivano dopo, il contributo massimo si divide così: 24.000 euro in de minimis, da far stare nel plafond, e 56.000 in art. 55.
Ricostruisci il valore della produzione prima di tutto. Il 40% si calcola sul valore della produzione della sola gestione degli impianti di risalita nei comprensori toscani, non sul totale di bilancio: se l’impresa ha anche noleggio, ristorazione o scuola sci, va separata la parte degli impianti per ciascuno dei tre anni, e il dato si dichiara nel modello di domanda (Allegato D).
Come presentare domanda su Accesso Sicuro
- Accesso. Si entra in Accesso Sicuro, la piattaforma indicata sulla pagina del bando di Sviluppo Toscana, con SPID, CIE o CNS (par. 19.1).
- Progetto. La relazione deve spiegare l’impatto sulla sicurezza delle stazioni, sugli sport invernali e sull’ammodernamento degli impianti, con piano dei costi e copertura finanziaria (par. 5.1).
- Modello di domanda. Le due righe di spesa (de minimis e art. 55), la stazione sciistica interessata e il valore della produzione medio degli impianti (Allegato D).
- Bollo. La domanda è soggetta a imposta di bollo, salvo esenzioni; nel modello si indicano numero e data della marca. L’importo non è indicato nei documenti che abbiamo letto.
- Firma e invio. Firma con identità digitale e invio entro le 16:00 del 16 novembre 2026 (par. 6.1).
Niente soccorso istruttorio sull’ammissibilità. Una domanda inviata in modo difforme dal bando è inammissibile, e il soccorso istruttorio (la richiesta di integrazioni che in molti bandi salva le pratiche incomplete) non si applica all’istruttoria di ammissibilità (par. 6.2 e 10). Un allegato dimenticato fa cadere la domanda.
Graduatoria senza punteggi: cosa succede dopo il 16 novembre
Non è uno sportello e l’ordine di arrivo non conta: il par. 1 parla di graduatoria valutativa. Negli atti letti però non c’è nessun criterio di punteggio, e la regola che pesa è quella del par. 2: se le richieste superano la dotazione, si riduce il contributo di tutti in proporzione. Dagli atti letti, quindi, concorrono tutte le domande ammissibili, e chi presenta l’ultimo giorno non risulta svantaggiato, purché la pratica sia completa.
L’esito arriva con un atto di Sviluppo Toscana entro 30 giorni dalla chiusura, quindi entro il 16 dicembre 2026, pubblicato sul sito della Regione, su quello di Sviluppo Toscana e sul BURT: la pubblicazione sul BURT vale come concessione (par. 6.3). Chi viene escluso ha 10 giorni dalla notifica per chiedere il riesame; se dopo 15 giorni non arriva risposta, la richiesta si intende respinta (par. 6.3 e 11).
Dopo la concessione: SAL, saldo e revisore legale
Non c’è anticipo. Si incassa in due tempi, a rimborso di spese già pagate (par. 7 e 9.4, Allegato A par. 1):
| Fase | Spese | Termine per la richiesta |
|---|---|---|
| SAL (stato di avanzamento lavori) | Pagate nel 2026 | Entro 30 giorni dal 31/12/2026 |
| Saldo | Pagate nel 2027, fino al 30/04/2027 | Entro 30 giorni dal 30/04/2027 |
| Erogazione | Dopo l’istruttoria del rendiconto | Entro 45 giorni dalla domanda (par. 9.4); per il saldo asseverato il par. 9.5 indica 80 giorni |
Ogni rendiconto va accompagnato dall’attestazione asseverata di un revisore legale, il cui compenso è una spesa ammissibile; Sviluppo Toscana controlla a campione il 15% dei rendiconti liquidati (Allegato A, par. 1). Le regole che fanno perdere tutto o parte del contributo:
- Spesa minima: almeno 10.000 euro e almeno il 70% dell’intervento ammesso, pena la revoca totale (Allegato A par. 2.2, Allegato 1 par. 14 punto 3). Nella stazione media da 100.000 euro servono almeno 70.000 euro rendicontati.
- Variazioni: rimodulazioni fra voci fino al 20% senza autorizzazione, riduzione del progetto fino al 30% senza revoca (par. 8.1).
- Stabilità: per tre anni dal saldo l’impresa resta iscritta, attiva, localizzata nelle aree sciabili e fuori da procedure concorsuali (par. 14 punto 12).
- Documenti: si conservano per 10 anni dal saldo (par. 14 punto 5).
- Revoca: si restituisce il contributo con gli interessi al tasso di riferimento dalla data di erogazione (par. 15.2).
Come si tratta il contributo in bilancio e in dichiarazione
Il bando lo qualifica come contributo in conto esercizio (par. 1 e 5.5), e questa qualifica conta: un contributo che rimborsa costi correnti segue regole diverse da quello che finanzia un macchinario, sia in bilancio sia nel reddito d’impresa. Le differenze fra conto esercizio, conto impianti e conto capitale le mettiamo in tabella nella guida ai finanziamenti a fondo perduto e alla loro tassazione.
Dagli atti del bando risulta un solo adempimento fiscale: con il saldo si presenta la dichiarazione sulla ritenuta del 4% prevista dall’art. 28 del DPR 600/1973 (Allegato A, par. 1), articolo che il D.Lgs. 33/2025 abroga dal 1° gennaio 2027, cioè prima della data del saldo. Il resto (competenza fra 2026 e 2027 con SAL e saldo a cavallo dell’esercizio, IRAP) il bando non lo affronta: va impostato con il commercialista prima di chiudere il bilancio 2026.
Cumulabilità con altri aiuti
Il par. 5.6 consente il cumulo entro l’intensità più favorevole prevista dalle regole applicabili. Un aiuto in GBER e un de minimis sugli stessi costi si sommano solo entro le intensità del GBER. Per la quota de minimis il limite resta il massimale del regolamento, cioè 300.000 euro su tre anni mobili per impresa unica: se l’impresa ha ricevuto altri aiuti de minimis, anche per finalità diverse, la verifica va fatta prima di compilare la riga delle spese già sostenute. Le regole di calcolo, con gli esempi, sono nella guida al calcolo del plafond de minimis 2026.
Per chi gestisce una stazione e cerca altre misure per l’inverno, la nostra panoramica dei bandi a fondo perduto aperti, con le scadenze del mese include anche gli avvisi regionali in corso.
Gli errori che possono costare il contributo
- Calcolare il progetto su 500.000 euro senza ricostruire il 40% del valore della produzione degli impianti: il progetto va ridimensionato prima dell’invio.
- Presentare con il codice ATECO giusto come secondario: serve l’attività primaria della sede destinataria.
- Dare per scontato l’80%: con il riparto proporzionale la percentuale effettiva può scendere, e il piano di cassa va costruito con un margine.
- Mettere le spese di ottobre nella riga sbagliata: quelle già pagate vanno in de minimis e consumano plafond.
- Pagare in contanti il gasolio o i piccoli materiali: non sono ammissibili.
- Dimenticare il CUP o la dicitura di annullo sulle fatture.
- Trascurare l’indice di solidità: con un patrimonio netto basso o negativo serve intervenire prima della domanda, con versamenti in conto capitale o aumento di capitale deliberato.
- Arrivare al 30 aprile 2027 sotto il 70% della spesa ammessa: la revoca è totale, non proporzionale.
Cosa non è determinabile dagli atti, al 19 ottobre 2026
- Numero e data del BURT con il decreto 22460: il decreto dice che è pubblicato, il fascicolo non lo abbiamo ancora verificato.
- Criteri della graduatoria: negli atti letti non ci sono punteggi. Potrebbero stare nella delibera di Giunta 1219 del 5 ottobre 2026, che non abbiamo letto.
- Importo del bollo: la domanda è soggetta a bollo, l’importo non è indicato.
- Più domande o più stazioni: il modello chiede di indicare «la seguente stazione sciistica», il bando non fissa un numero massimo di domande per soggetto.
- Trattamento fiscale del contributo: oltre alla dichiarazione sulla ritenuta del 4%, gli atti non dicono nulla.
Domande frequenti sul Bando Neve Spese di Funzionamento 2026
Gestisco un impianto sulla Montagna Pistoiese ma la società ha sede in Emilia Romagna: posso partecipare?
Sì, se hai o avrai un’unità locale in Toscana. Il par. 4.1 consente di dimostrare iscrizione e localizzazione in Toscana (requisiti 4.2.1 e 4.2.2) al momento della domanda di saldo, non necessariamente alla domanda.
Conta l’ordine di invio delle domande?
No. Non è uno sportello: la procedura è a graduatoria valutativa e, se le richieste superano il milione, i contributi si riducono in proporzione per tutti. Inviare il primo giorno non dà vantaggi; inviare una pratica incompleta invece la fa escludere.
Posso inserire le spese di ottobre già pagate?
Sì, dal 1° ottobre 2026 fino alla domanda, ma in de minimis: entrano nel plafond di 300.000 euro su tre anni mobili. Le spese successive alla domanda vanno invece in art. 55 del GBER. Tieni conto dell’incoerenza fra par. 5.2.1 e 5.3 e chiedi conferma scritta a Sviluppo Toscana.
Una stazione gestita da una grande impresa può chiedere il contributo?
No. Il par. 4.2.11 ammette solo micro, piccole e medie imprese, anche se la pagina del bando indica genericamente «PMI» e «liberi professionisti» e il par. 3 parla di imprese.
Si può avere un anticipo per pagare il personale della stagione?
No. Il bando prevede solo un SAL per le spese pagate nel 2026, da chiedere entro 30 giorni dal 31 dicembre, e il saldo per quelle del 2027. Le spese vanno anticipate con risorse proprie o con credito bancario.
Il compenso del revisore che assevera il rendiconto è rimborsabile?
Sì. L’Allegato A, par. 2.2, include fra le spese ammissibili i professionisti, compreso il revisore legale che rilascia l’attestazione.
Il contributo subisce la ritenuta del 4%?
Il bando chiede, con il saldo, la dichiarazione sulla ritenuta prevista dall’art. 28 del DPR 600/1973. La norma la prevede sui contributi corrisposti a imprese, esclusi quelli per l’acquisto di beni strumentali; dal 1° gennaio 2027 l’art. 28 è abrogato dal D.Lgs. 33/2025, quindi la norma applicabile al saldo va verificata con il commercialista.
Cosa succede se a fine aprile ho speso meno di quanto previsto?
Fino al 30% in meno il contributo si ricalcola senza revoca. Se la spesa rendicontata scende sotto il 70% dell’intervento ammesso, o sotto i 10.000 euro, la revoca è totale.
Serve la polizza contro le catastrofi naturali?
Sì, è uno dei requisiti di ammissibilità (par. 4.2.23), in base alla L. 213/2023 e al DL 39/2025; il modello di domanda (Allegato D) consente a chi non l’ha ancora di impegnarsi a stipularla entro la concessione. Conviene controllare ora che sia attiva e che copra i beni dell’impresa.
Come procedere entro il 16 novembre
- Controlla in visura che l’attività primaria della sede o unità locale sia 49.34.00, 49.12.00 o 93.11.90.
- Ricostruisci il valore della produzione della sola gestione impianti per il 2023, il 2024 e il 2025 e calcola il 40% della media.
- Verifica l’indice di solidità sull’ultimo bilancio depositato e, se serve, intervieni sul patrimonio netto.
- Separa le spese già pagate dal 1° ottobre da quelle future e controlla il plafond de minimis.
- Verifica DURC, polizza catastrofale, PEC e accesso con SPID, CIE o CNS.
- Individua il revisore legale che assevererà i rendiconti del SAL e del saldo.
Gestisci impianti di risalita in Garfagnana, sulla Montagna Pistoiese, sull’Amiata o a Zeri? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo e, prima dell’invio, controlliamo con te codice ATECO, tetto del 40% e indice di solidità.
Fonte ufficiale: Sviluppo Toscana, pagina del Bando Neve Spese di Funzionamento 2026, con il decreto dirigenziale n. 22460 del 10 ottobre 2026, bando (Allegato 1) e allegati da A a E (archivio ZIP). Atti letti il 19 ottobre 2026; quel giorno la pagina di Sviluppo Toscana dava il bando come aperto.
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