Ci sono edifici davanti ai quali i sassaresi passano ogni giorno, spesso senza sapere cosa diventeranno (per i più giovani, forse senza nemmeno sapere cosa siano stati un tempo). Alcuni hanno ospitato attività commerciali, altri sono stati luoghi di lavoro, di cultura o servizi pubblici. Oggi una parte di questi immobili è inutilizzata, mentre per altri sono stati annunciati progetti di recupero che potrebbero cambiare il volto di intere zone della città.
Dall’ex carcere di San Sebastiano alla Tipografia Chiarella, dal Cineteatro Astra al vecchio Mercato Civico, Sassari ha davanti una serie di interventi di riqualificazione che valgono decine di milioni di euro. Non tutti, però, si trovano allo stesso punto: ci sono finanziamenti già assegnati, concorsi di progettazione appena avviati e cantieri per i quali restano da definire i tempi di conclusione.
L’ex carcere di San Sebastiano diventerà un Polo Giudiziario
È uno degli edifici più riconoscibili della città e anche uno di quelli sul cui futuro si discute da più tempo. L’ex carcere di San Sebastiano è destinato a ospitare il nuovo Polo Giudiziario di Sassari, attraverso un intervento da 77 milioni di euro, finanziato dall’Agenzia del Demanio. Il 23 settembre 2026 è stato pubblicato il concorso di progettazione.
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I partecipanti avranno tempo fino al 19 febbraio 2027 per presentare le proposte, mentre la proclamazione del progetto vincitore è prevista entro il 15 dicembre dello stesso anno. Il recupero dovrà conciliare le nuove funzioni giudiziarie con la conservazione della memoria storica dell’edificio. Una parte del complesso è già stata concessa temporaneamente al Comune per attività civiche, culturali e sociali. Per vedere completata la trasformazione, però, servirà ancora tempo: il progetto si trova nella fase di selezione delle proposte e non in quella di esecuzione dei lavori.
La Tipografia Chiarella, da edificio inutilizzato a centro culturale
Nel cuore del centro storico, l’ex Tipografia Chiarella rappresenta un altro pezzo della memoria produttiva sassarese. Un edificio di oltre 2.400 metri quadrati, distribuiti su più livelli, per il quale il Comune ha previsto una nuova destinazione legata alla cultura e alla creatività. Il progetto comprende anche la riqualificazione di piazza Tola e può contare su oltre 9,5 milioni di euro nell’ambito di un finanziamento regionale più ampio. Quello che vuole raggiungere l’amministrazione è un distretto culturale capace di ospitare attività artistiche, professionali e creative, contribuendo a riportare persone e iniziative economiche nel centro storico. Il finanziamento è stato annunciato nel febbraio 2026, ma la disponibilità delle risorse non coincide con l’apertura del nuovo spazio. Restano da seguire i passaggi progettuali e i tempi necessari alla realizzazione dell’intervento.
Il Cineteatro Astra, una nuova vita per il vecchio cinema
Un altro luogo legato alla memoria cittadina è il Cineteatro Astra. Per il suo recupero e per la riqualificazione del compendio circostante sono stati previsti 6,7 milioni di euro. L’idea è trasformare l’ex cinema in un centro di produzione culturale, dotato di spazi tecnologici, ambienti di lavoro condivisi e strutture destinate alle imprese creative e alle nuove attività del settore. Il progetto coinvolge anche piazza d’Armi, con l’obiettivo di migliorare un’area nella quale l’amministrazione ha individuato problemi di abbandono e illuminazione insufficiente. Non si tratta quindi soltanto di recuperare un vecchio cinema, ma di attribuirgli una funzione diversa da quella originaria, collegando la produzione artistica alle opportunità di lavoro e di impresa. Anche in questo caso, il finanziamento è stato annunciato, ma occorrerà attendere le successive fasi di realizzazione.
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Il vecchio Mercato Civico, tra lavori e un nuovo progetto
Per il vecchio Mercato Civico, uno degli spazi storici del centro, il Comune ha deciso di rivedere il progetto di recupero, finanziato per poco più di 6 milioni di euro. L’idea è trasformarlo in un luogo dedicato al cibo, alla cultura e alla socialità, dove poter mangiare, partecipare a eventi e valorizzare le produzioni locali. Gli operatori del mercato continueranno invece a lavorare nella struttura più recente, situata al livello inferiore. La revisione, approvata nell’agosto 2026, prevede modifiche alle pensiline, agli accessi e agli impianti, anche in relazione ai ritrovamenti archeologici. L’amministrazione ha indicato come obiettivo la conclusione dei lavori entro il 2027, subordinatamente ai passaggi autorizzativi e alla ripresa del cantiere.
L’ex inceneritore, otto milioni per recuperare un’area abbandonata
Fuori dal centro storico c’è un altro edificio che racconta una parte della storia industriale di Sassari. È l’ex inceneritore di Funtana di Lu Colbu, rimasto inutilizzato dopo la cessazione delle attività negli anni Novanta. La Giunta comunale ha approvato nell’ottobre 2026 il progetto di fattibilità per trasformare il complesso in un centro direzionale dedicato alla gestione dei rifiuti, con uffici, spogliatoi, strutture operative e spazi per il ricovero dei mezzi.
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L’intervento prevede anche la bonifica dell’area e il recupero degli edifici esistenti, per un investimento stimato di 8 milioni di euro. In questo caso, però, le risorse necessarie alla realizzazione devono ancora essere reperite. Il progetto è destinato a entrare nella programmazione triennale delle opere pubbliche, ma non esiste ancora una data certa per l’avvio dei lavori.
L’ex Turritania, il recupero più vicino a diventare realtà
Diversa è la situazione dell’ex Hotel Turritania, a Porta Sant’Antonio, rimasto per anni inutilizzato e poi interessato da un intervento di riqualificazione finanziato nell’ambito del Pnrr. Il progetto, del valore di circa 6 milioni di euro, prevede il recupero dell’edificio per realizzare alloggi di edilizia residenziale sociale e servizi destinati alle famiglie.
A marzo 2026 il Comune aveva comunicato che i lavori erano vicini alla conclusione. Sono previsti 18 alloggi ai piani superiori, uno dei quali destinato a un’esperienza di coabitazione per anziani, insieme a spazi per bambini, adolescenti e attività sociali. La struttura rappresenta uno degli esempi più avanzati di recupero del patrimonio immobiliare cittadino. Per conoscere l’effettiva apertura degli spazi e l’ingresso degli assegnatari occorrono però aggiornamenti successivi alle comunicazioni di marzo.
I palazzi ancora in attesa di un futuro
Accanto agli interventi già finanziati, Sassari conserva altri edifici per i quali la destinazione resta da concretizzare. Tra questi figurano l’ex Intendenza di Finanza, per cui sono state ipotizzate funzioni universitarie e pubbliche, l’ex brefotrofio di via delle Croci, che potrebbe contribuire all’ampliamento delle strutture sanitarie, e Villa Pozzo, per la quale è stata prospettata una funzione di rappresentanza regionale. Ci sono poi gli immobili privati inutilizzati, come l’ex sede Inps di via Zanfarino e alcuni grandi complessi industriali di Predda Niedda. In questi casi le possibilità di recupero dipendono anche dalle scelte dei proprietari e dai vincoli presenti sugli edifici.
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