Aprire una pasticceria o un pastificio: finanziamenti 2026


Per aprire una pasticceria con finanziamenti a fondo perduto nel 2026, fra le misure nazionali che abbiamo verificato ne restano due, Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord, per chi ha dai 18 ai 35 anni non compiuti e non lavora o guadagna poco. Gli incentivi per aprire un pastificio artigianale coincidono. Gli altri hanno ON (prestito a tasso zero per società in maggioranza di donne o under 36), il microcredito e la Nuova Sabatini. Gli iscritti all’albo artigiani hanno anche due bandi regionali che scadono dopo il 25/10/2026.

Pasticceria o pastificio: le misure che contano

  • Fondo perduto. Resto al Sud 2.0 con sede operativa nelle otto regioni del Mezzogiorno, Autoimpiego Centro-Nord nelle altre dodici. Voucher sull’intera spesa fino a 40.000 euro (30.000 al Centro-Nord) oppure contributo fino al 75% (65%).
  • Requisiti. All’avvio 18 anni compiuti e 35 non ancora compiuti, senza impiego o con redditi sotto le soglie del decreto.
  • Chi viene dal mestiere. Dolci, pane e pasta stanno nel gruppo ATECO 10.7, e chi ha un panificio o un pastificio, o l’ha chiuso da meno di sei mesi, non apre un laboratorio di dolci con queste due misure.
  • Dai 35 anni in su, o senza i requisiti di lavoro. ON presta a tasso zero fino al 90%, se nella società donne o under 36 sono la maggioranza. Il microcredito arriva a 75.000 euro, farina e semola comprese.
  • Con i tavolini. Il consumo sul posto fa della pasticceria un’attività di ristorazione (56.11), di regola fuori dall’artigianato e dai suoi bandi.

10.7Gruppo ATECO di dolci, pane e pasta

25.000€Sanzione minima per «artigianale» senza albo

43,3%Netto di Autoimpiego su 150.000€ di macchinari (esempio)

Finanziamenti a fondo perduto e prestiti per aprire una pasticceria o un pastificio

Pasta e dolci non sono prodotti agricoli: all’Allegato I del Trattato UE, a cui rinvia il de minimis (il regime degli aiuti di piccolo importo, Reg. UE 2023/2831), manca il capitolo 19 di paste e pasticceria, mentre confetture e marmellate (capitolo 20) ci sono. Nessuna misura nazionale letta esclude il laboratorio.

Misura Chi può usarla Che cosa finanzia Forma e importo Situazione controllata il 25/10/2026, risorse Sabatini al 14/10/2026
Resto al Sud 2.0 inoccupati, inattivi o disoccupati dai 18 ai 35 anni non compiuti; sede nelle otto regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) beni nuovi di fabbrica; lavori al laboratorio fino al 50% del programma, solo nel contributo voucher sull’intera spesa fino a 40.000 euro (50.000 con la maggiorazione chiesta in domanda: almeno un quinto delle spese ammesse in beni o servizi innovativi, digitali o green, oppure almeno 5.000 euro di consulenze di enti del Terzo settore iscritti al RUNTS), oppure un contributo fino al 75%, 70% oltre i 120.000 euro; de minimis operativo dal 15/10/2025, a esaurimento fondi
Autoimpiego Centro-Nord requisiti uguali, sede nelle dodici regioni del Centro-Nord come Resto al Sud 2.0 voucher fino a 30.000 euro (40.000 con la stessa maggiorazione) o contributo fino al 65%, 60% oltre i 120.000; de minimis stessa apertura, 15/10/2025
ON, Nuove imprese a tasso zero micro e piccole società con al massimo 60 mesi di vita, con under 36 o donne sopra la metà di soci e quote macchinari, impianti, opere entro il 30%; sotto i 36 mesi anche materie prime (20%) finanziamento a tasso zero fino al 90%, dieci anni al massimo; esenzione GBER dal 01/07/2026 solo prestito
Microcredito società fino a 10 dipendenti non soci, ditte individuali fino a 5 macchinari, materie prime, nuovi assunti fino a 75.000 euro (100.000 le srl), dieci anni; garanzia gratuita all’80% fino a 50.000 sempre attivo; l’80% prorogato al 31/12/2026
Nuova Sabatini PMI già iscritte al Registro delle imprese beni nuovi, niente opere, scorte, usato, sostituzioni 7,72% del prezzo in contributo (10,09% se 4.0 o green), con prestito o leasing da 20.000 euro; GBER 1.143.173.706,64 euro disponibili all’elaborazione MIMIT del 14/10/2026
Valore Artigiano 2026, Lazio iscritti all’albo, sede operativa attiva nel Lazio macchinari, digitale, opere; spesa minima 5.000 euro fino al 60%, tetto di 12.000 euro; de minimis domande entro le 17:00 del 28/10/2026
CATA nuove imprese, Friuli Venezia Giulia imprese alla prima iscrizione all’albo macchinari, arredi, software, opere; no banco e vetrine di vendita 40% su spese da 5.000 a 75.000 euro, 50% per giovani, donne o zone svantaggiate; de minimis sportello cronologico fino alle 16:00 del 31/12/2026, salvo esaurimento
Chiuse o ferme al 25/10/2026 contributo INPS da 500 euro mensili (avvii dal 01/07/2024 al 31/12/2025); Il Veneto Artigiano 2026 (29/09/2026)

Il quadro generale sta nella guida al fondo perduto per chi avvia un’attività, quello della filiera nei bandi per il settore food.

Laboratorio o bar pasticceria, la scelta che viene prima dei bandi

Per l’ISTAT dolci e pasta restano manifattura anche se «venduti al dettaglio presso il negozio del produttore» (note alla classificazione ATECO 2025). La preparazione per il consumo sul posto è invece ristorazione.

Voce Laboratorio che produce e vende Pasticceria con consumo sul posto
ATECO 2025 10.71.20 dolci freschi; 10.73.01 pasta fresca; 10.73.02 pasta secca 56.11.23 con servizio al tavolo; 56.11.24 senza servizio o da asporto
Gruppo della terza cifra 10.7, con pane e biscotti 56.1, con ristoranti e gelaterie
Titolo per aprire nessuna SCIA per il pasticciere artigiano (D.Lgs. 222/2016, art. 4-bis) SCIA al SUAP, o autorizzazione del Comune se la zona è tutelata (D.Lgs. 59/2010, art. 64)
Notifica sanitaria e HACCP sempre (Reg. CE 852/2004) sempre
Requisito professionale no, per vendere la propria produzione (L. 443/1985, art. 5) sì, uno dei tre dell’art. 71 c. 6 D.Lgs. 59/2010
Albo artigiani sì no, salvo somministrazione solo accessoria
INPS del titolare nel 2026 artigiani, 24% commercianti, 24,48%

Il pastificio non ha una voce sua nelle tabelle del D.Lgs. 222/2016: lo inquadra il Comune. Sui prodotti di altri valgono le regole del commercio. Il consumo sul posto senza servizio la legge nazionale lo prevede per i negozi di vicinato, ma per il laboratorio non abbiamo trovato una norma espressa, e decidono Regione e SUAP. Per il bar con i tavoli ci sono i contributi per bar e ristorazione.

«Artigianale» sull’insegna costa cara. Dal 07/04/2026 la legge vieta riferimenti all’artigianato in ditta, insegna, marchio o pubblicità a chi non è iscritto all’albo e non produce direttamente ciò che vende come artigianale. La sanzione è l’1% del fatturato, mai meno di 25.000 euro per violazione (L. 34/2026, art. 16). Per scrivere «pasta fresca artigianale» servono, prudenzialmente, albo e produzione propria.

La regola della terza cifra per chi arriva dal pane o dalla pasta

Il DM 11/07/2025 (art. 6 c. 5) toglie i requisiti ai titolari o soci di un’attività che, «anche se cessata nei sei mesi precedenti la presentazione della domanda», ha un codice ATECO identico fino alla terza cifra. Il panettiere che chiude e dopo tre mesi apre un laboratorio di dolci resta nel 10.7, ed è fuori. Chi arriva da una gelateria (56.1) passa, e il lavoro da dipendente non conta.

Bandi per artigiani con scadenza dopo il 25 ottobre 2026

I due bandi chiedono l’iscrizione all’albo. Nel Lazio Valore Artigiano 2026 (domande entro le 17:00 del 28/10/2026) esclude i beneficiari dell’edizione 2025. In istruttoria si entra per punteggio, e il laboratorio appena iscritto parte con zero punti di anzianità su 25. Chiedere il 60% vale zero punti di cofinanziamento su 30, chiedere il 30% o meno li vale tutti, ma su 20.000 euro di spesa vuol dire 6.000 euro invece di 12.000. Quale punteggio basti non è determinabile.

In Friuli Venezia Giulia il contributo del CATA alle nuove imprese artigiane paga le spese dei sei mesi prima dell’iscrizione e dei ventiquattro dopo. Su 50.000 euro di spesa dà 20.000 euro, 25.000 alle imprese giovanili o femminili, e al massimo 41.250 su 75.000 se al 50% si sommano i 5 punti del rating di legalità. Il residuo dello sportello non è pubblicato.

In Sicilia la piattaforma +Artigianato dell’IRCA, l’istituto regionale per il credito agevolato, ha riaperto alle 12:00 del 21/10/2026 dopo lo stop del 31/07/2026, e le domande già presentate restano valide. Dà contributi su un prestito o un leasing da almeno 5.000 euro, fino al 35% della spesa a fondo perduto, e la domanda passa da una banca, un Confidi (consorzio di garanzia) o un’associazione artigiana. Altre Regioni e Camere di commercio non le abbiamo verificate: si parte dalla guida ai bandi regionali per artigiani.

Due conti di esempio, un laboratorio al Sud e un pastificio al Centro-Nord

Simulazioni nostre, non pratiche di clienti: aliquote al massimo, spese al netto dell’IVA.

Pasticceria con Resto al Sud 2.0: il gradino dei 120.000 euro

Ditta individuale artigiana in semplificata, con forni, impastatrice, abbattitore e vetrine refrigerate. Requisiti e procedura sono nella nostra scheda su Resto al Sud 2.0.

Passaggio (DM 11/07/2025, art. 22) Programma da 118.000 euro, fino al 75% Programma da 125.000 euro, fino al 70% su tutto
Contributo 88.500 87.500
A carico della ditta 29.500 37.500
IVA da anticipare e recuperare 25.960 27.500
Netto con reddito inferiore al minimale INPS (IRPEF 23%) 68.145 67.375
Netto con reddito tra 28.000 e 50.000 euro (INPS 24%, poi IRPEF 33%) 45.064,20 44.555
De minimis consumato, con 5.000 di tutoraggio 93.500 92.500

Settemila euro di vetrine in più costano mille euro di contributo e ottomila di tasca propria. Sopra i 120.000 euro l’aliquota scende su tutto, e i 90.000 euro di contributo tornano solo con 128.571,43 euro di programma. Sotto i 53.333,33 euro rende di più il voucher da 40.000; sotto i 66.666,67 quello maggiorato, se la spesa ha i requisiti della maggiorazione.

Pastificio in srl: fondo perduto o tasso zero

Una srl nuova investe 150.000 euro in impastatrice, trafila, pastorizzatore e confezionatrice. Autoimpiego Centro-Nord vuole controllo e amministrazione in mano ai giovani con i requisiti, Nuove imprese a tasso zero chiede under 36 o donne sopra la metà di soci e quote.

Passaggio Autoimpiego, contributo ON, prestito a tasso zero
Aiuto 90.000 a fondo perduto (60%) 135.000 in prestito (90%)
Mezzi propri 60.000 15.000
IVA da anticipare 33.000 33.000, fuori dal prestito
Imposte sull’aiuto IRES e IRAP ordinaria al 27,9%: 25.110 nessuna sul capitale
Valore netto 64.890, il 43,3% dell’investimento interessi evitati in dieci anni: 27.821,62 contro un prestito al 3,71%, 52.490,97 al 6,71%
Rimborso nessuno 6.750 a rata ipotizzando le 20 rate semestrali del foglio di calcolo Invitalia; quante siano davvero lo stabilisce il contratto
De minimis consumato 95.000, tutoraggio compreso solo il tutoraggio, 5.000

Il fondo perduto vale di più, ma chiede 45.000 euro di mezzi propri in più. I tassi del confronto sono nostri: il tasso base UE per l’Italia (2,71% dal 01/07/2026, confermato fino al 30/11/2026) più 100 punti base, la maggiorazione ordinaria, o più 400, il minimo per le start-up senza storia creditizia (Comunicazione UE 2008/C 14/02); il valore ufficiale dell’aiuto di ON lo calcola Invitalia. In bilancio, metodo indiretto, il primo anno porta 10.500 euro di ammortamento (14% dimezzato), 6.300 di contributo fra i ricavi (A5) e 83.700 a risconto. Col metodo diretto l’ammortamento è 4.200, e l’utile non cambia.

Tasse sul contributo e limiti al cumulo

Voucher e contributo di Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego sono tassati, perché il DL 60/2024 esclude dal reddito solo il contributo INPS da 500 euro mensili (art. 21 c. 3). Sui beni strumentali sono contributi in conto impianti, tassati con l’ammortamento (TUIR, art. 88 c. 3 lett. b) e senza trattenuta del 4% (DPR 600/1973, art. 28 c. 2). Sulle quote per opere, software, beni immateriali e consulenze non è determinabile se venga trattenuta.

Il DM 31/12/1988 fissa in pasticceria i forni al 14%, macchinari e impianti al 9%, impianti specifici al 12,5%, macchine elettroniche al 18% e attrezzatura minuta al 25%. Nel pastificio macchinari, impianti specifici e forni stanno al 14%, l’attrezzatura minuta al 40%. Il primo anno si dimezzano (TUIR, art. 102 c. 2).

La srl tiene 72,10 euro ogni 100 di contributo, con l’IRES al 24% e l’IRAP all’aliquota ordinaria del 3,9%, che le Regioni possono variare fino a 0,92 punti. La ditta individuale l’IRAP non la paga. Per il forfettario, nella lettura delle norme, il contributo per beni strumentali non è un ricavo: se ne tengono 100 euro e resta fuori dai limiti di 85.000 e 100.000 euro. Una presa di posizione dell’Agenzia delle entrate sul caso non l’abbiamo trovata; se lo contasse fra i ricavi se ne terrebbero 98 o 94 (coefficiente 40%, imposta al 5% o al 15%) e peserebbe su quei limiti. Al forfettario Invitalia ammette anche l’IVA fra le spese. Se la ditta del primo esempio fosse forfettaria, 118.000 euro diventerebbero 143.960, e se la soglia dei 120.000 la comprendesse il contributo scenderebbe da 107.970 a 100.772 euro. Da chiedere a Invitalia.

Per il de minimis conta l’impresa unica, con un tetto di 300.000 euro nell’arco di tre anni, su base mobile (Reg. UE 2023/2831, art. 3 par. 2). La registrazione nel Registro nazionale aiuti spetta a chi concede l’aiuto, non all’impresa. Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego non si cumulano con crediti d’imposta e altre agevolazioni, anche regionali, salvo tre eccezioni: garanzia del Fondo PMI, indennità del Supporto per la formazione e il lavoro, anticipo della NASpI per i disoccupati GOL (DM, artt. 15 e 25). Prima di affiancare una Sabatini a programma in corso, conviene un quesito scritto a Invitalia.

Dove si perdono i soldi

  1. Farina e semola. Il decreto di Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego esclude materie prime e semilavorati (artt. 14 e 24), la Sabatini le scorte. La farina la coprono microcredito e circolante di ON.
  2. Aprire troppo presto. L’impresa va iscritta nel mese prima della domanda (per le FAQ di Invitalia va bene anche il mese stesso), e fino ad allora niente vendite, solo piccole spese per costituirla o partire. L’aiuto paga solo fatture successive alla domanda.
  3. Usato e affitto. Forni e impastatrici usati non passano in ON, Sabatini, CATA, Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego. Affitto e leasing restano fuori dalle ultime due.
  4. I vincoli dopo. Il decreto revoca se cedi o chiudi entro tre anni dall’ultima fattura ammessa (art. 30), le FAQ contano tre anni dal saldo e il locale per quattro o cinque anni dalla concessione: le due fonti divergono, meglio tenersi al termine più lungo.

Domande frequenti su pasticceria e pastificio artigianale

Sto per aprire una pasticceria: c’è un finanziamento per comprare un forno nuovo?

Se stai aprendo e hai i requisiti, lo pagano Resto al Sud 2.0 o Autoimpiego, purché l’ordine segua la domanda. A impresa iscritta c’è la Nuova Sabatini: finanziamento da almeno 20.000 euro e contributo di 4.630,42 euro ogni 60.000 di beni, 6.055,43 se sono 4.0. Il forno si ordina dopo la domanda, inviata via PEC alla banca.

Ho 38 anni e devo aprire una pasticceria in un locale al grezzo: ci sono agevolazioni per comprarlo e per i lavori?

A 38 anni restano fuori Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego. L’acquisto dell’immobile lo escludono anche Sabatini e CATA, e ON lo ammette solo nel turismo, per imprese fra 36 e 60 mesi. I lavori sì: ON fino al 30% del programma, se donne o under 36 hanno la maggioranza della società, e in Friuli Venezia Giulia il CATA, se il locale resta disponibile per tutto il vincolo.

Vado ancora a scuola e vorrei aprire in Umbria un laboratorio di pasticceria e panetteria: ci sono contributi?

L’Umbria è in Autoimpiego Centro-Nord. Se all’avvio hai 18 anni compiuti, non lavori, non hai partita IVA attiva e non sei socio né amministratore di una società attiva, per il decreto sei «inattivo» (DM 11/07/2025, art. 1 lett. u): voucher fino a 30.000 euro o contributo fino al 65%.

Siamo madre e figlia con due alimentari e vogliamo aprire anche un pastificio: tasso zero o fondo perduto per artigiani?

ON sì, con una società che non abbia ancora compiuto 60 mesi: due socie fanno la maggioranza femminile a qualsiasi età. Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego sono in salita, perché per il decreto chi è socia o amministratrice di una società attiva non è inattiva né disoccupata (art. 1 lett. t e u). Resta la via degli inoccupati, ma è incerta: il decreto non esclude i soci e guarda al reddito da lavoro (sotto 8.000 euro da dipendente o 4.800 da autonomo, art. 1 lett. v), il decreto direttoriale conta solo chi non ha lavoro dipendente né partita IVA attiva (art. 1 lett. i). Va chiesto a Invitalia. Il CATA esclude chi negli ultimi cinque anni è stato titolare o socio di un’impresa iscritta al Registro.

Ho una pasticceria aperta nel 2023 in Emilia-Romagna e devo rinnovarla: esiste un fondo perduto?

Fra le misure verificate nessuna: Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego servono a chi apre, e nessun bando regionale aperto fra quelli letti è emiliano. La Sabatini vale per forni e abbattitori nuovi, esclusa la mera sostituzione: il forno che rimpiazza il vecchio non passa, quello che aggiunge capacità sì. Se nella società donne o under 36 sono in maggioranza c’è ON, solo prestito e anch’esso senza sostituzioni.

Vendo pasta fresca e servo anche primi e aperitivi: resto un’impresa artigiana?

Dipende da quanto pesa il servizio. La legge quadro sull’artigianato esclude la somministrazione «salvo il caso che siano solamente strumentali e accessorie» (L. 443/1985, art. 3). Se piatti e aperitivi diventano un’attività a sé servono SCIA e requisito professionale, e cambiano codice, gestione INPS e bandi. Se resti artigiano, sul credito agevolato puoi leggere la nostra scheda su Artigiancassa, tenendo conto che i fondi della legge 949/1952 passano da avvisi regionali con finestre proprie.

Come si parte

  1. Scegli fra laboratorio e bar pasticceria, fissa il codice ATECO 2025 e controlla quelli di titolari e soci negli ultimi sei mesi. Prima di produrre, presenta la notifica sanitaria.
  2. La domanda di Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego va a Invitalia, che decide in ordine di arrivo entro 90 giorni. Si spende entro 9 mesi dalla concessione col voucher o 16 col contributo, prorogabili una volta fino a 12 e 20, con saldo entro il 30/06/2028. Nelle pagine Invitalia non risultano tempi effettivi né fondi residui per regione.

Gli altri bandi aperti sono nella mappa dei bandi a fondo perduto con le scadenze.

Laboratorio o bar, voucher o contributo? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo e guardiamo con te requisiti, codice ATECO e conti prima che tu apra la partita IVA.

Atti e pagine letti dal 23/09 al 25/10/2026: DM 11 luglio 2025 (GU n. 193 del 21/08/2025) con le FAQ di Invitalia, circolare MIMIT 410823/2022, DM 176/2014 e 4/12/2020, leggi 443/1985 e 34/2026, decreti legislativi 222/2016 e 59/2010, avvisi di Lazio e CATA, DM 31/12/1988.


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