Se qualcuno può fare di meglio della Fondazione Fossati per installare nell’ex biblioteca di Cederna, a Monza, un polo nazionale del fumetto, non ha che da farsi avanti. Ha tempo fino al 22 giugno, data ultima entro la quale presentare progetti migliorativi rispetto a quelli proposti dall’ente del terzo settore che fino a pochi mesi fa gestiva Wow Spazio Fumetto a Milano. Una storia lunga e per tanti versi dolorosa che ha reso la fondazione orfana di uno spazio pubblico per proporre mostre e progetti, per studiare la storia del fumetto internazionale, per organizzare iniziative ed eventi per il pubblico di ogni età.
Monza capitale del fumetto: la proposta della Fondazione Fossati
La storia è cambiata quando Desio ha deciso di offrire uno spazio per custodire le ricche, ricchissime collezioni della Fondazione in sicurezza – cosa che non è capitata nel passato recente – e quando Monza ha deciso di accogliere una proposta della Fossati stessa per prendere casa all’ex biblioteca di Cederna (dal momento che la biblioteca nuova viene realizzata all’ex Cotonificio) come centro studi e spazio museale. Il Comune di Monza ha pubblicato l’avviso pubblico sulla proposta della Fondazione: l’ex biblioteca le verrà affidata dopo il 22 giugno se non si faranno avanti altri soggetti con progetti migliorativi nello stesso ambito.
“L’ambito specifico centrale dell’attività culturale e di ricerca che verrà svolta nello spazio di via Zuccoli viene identificato nel fumetto, indicato come la nona arte, e nelle sue correlazioni con le altre arti, le sue espressioni, la sua storia editoriale dalle origini alle nuove sperimentazioni, senza limiti territoriali o d’altro genere – si legge nell’avviso – Si intende come obiettivo la valorizzazione di questa arte e il posizionamento del nuovo polo culturale come luogo culturale del fumetto, in positiva rete con gli altri luoghi culturali con analoghe finalità“.
Monza capitale del fumetto: i finanziamenti per Cederna
La proposta dovrà indicare chiaramente, sottolinea il bando, la qualità culturale del progetto attraverso “chiarezza e coerenza del concept, ntegrazione tra funzioni (esposizione, didattica, ricerca), innovazione e rilevanza culturale; modello gestionale e sostenibilità: sostenibilità economica e organizzazione e governance finalizzate alla capacità di attivazione continuativa e radicamento territoriale della funzione; investimento da parte dell’Ets oltre la quota messa a disposizione dall’amministrazione comunale pari a 850.000 euro (700.000 per riqualificazione + 150.000 per abbattimento barriere architettoniche)”. In più, coinvolgimento del quartiere, collaborazioni locali, accessibilità sociale, rete e partnership; accordi o collaborazioni attive con scuole/università, enti culturali, reti nazionali o relazioni internazionali”.
Conta anche la programmazione culturale, che passa dal “programma gestionale con qualità e varietà delle attività, continuità e intensità d’uso, nella garanzia di apertura minima annuale (es.: 200 giorni)“, la valorizzazione dello spazio: coerenza nell’uso degli spazi, flessibilità e multifunzionalità, presenza di archivio/patrimonio culturale già in possesso dell’Ets, progetti di digitalizzazione e ricerca, capacità di attrarre finanziamenti esterni”.
Monza capitale del fumetto: gli obiettivi del progetto di Cederna
Chi si vuole proporre al posto della Fondazione Fossati deve “promuovere la conoscenza del fumetto storico e contemporaneo, nelle sue diverse declinazioni attraverso una strategia di musealizzazione permanente, creando un polo culturale con percorsi nell’ambito del fumetto, animazione e grafica, quale centro di riferimento per artisti, editori, studiosi, scuole e pubblico generalista, sostenendo lo sviluppo di competenze artistiche e culturali attraverso attività espositive, formative, laboratoriali, divulgative, campus”. In più deve “ospitare esposizioni di settore, musealizzazione, eventi, didattica e convegni, che possano coesistere armoniosamente con il percorso museale, assicurando le attività di libera consultazione del materiale a scaffale libero, in forma fisica oltre che digitale, e la conservazione/ricerca scientifica specifica“.
Tra gli impegni del soggetto che si vuole farsi carico dell’ex biblioteca di via Zuccoli, che non rientra tra gli edifici sottoposti a vincoli della soprintendenza, c’è la riqualificazione delle strutture “mediante un progetto sistematico ed unitario, al fine di possedere tutti gli spazi funzionali e tutte le caratteristiche necessarie per l’esercizio dell’attività prevista in questo avviso, sia per quanto riguarda gli interni che per l’area esterna di pertinenza. Dovrà essere garantita la fruibilità al pubblico della maggior parte degli spazi riqualificati oltre alla completa accessibilità a persone diversamente abili e con difficoltà motorie“.
Monza capitale del fumetto: rigenerazione patrimoniale

Il bene viene messo a disposizione come “rigenerazione patrimoniale“, in forma gratuita, al netto dei necessari interventi di riqualificazione. Il Comune prevede un contributo economico pari a 700.000, euro, “destinato alla copertura parziale degli interventi di riqualificazione edilizia e funzionale”. Si aggiungono, da parte pubblica, altri 150.000 euro per copertura parziale degli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche. Non sono escluse “eventuali risorse derivanti da politiche di fundraising”.
Il progetto, scrive il Comune, dovrà “creare un presidio culturale e sociale per il quartiere e la città di Monza” e dovrà essere “caratterizzato da capacità di auto-sostenibilità economica derivante dalle attività (ivi compresa la facoltà di insediarvi esercizi pubblici, come per esempio un servizio di ristorazione o bar, per esempio) che saranno meglio concordate, precisate e delineate in seno al Tavolo di coprogettazione con gli Ets”.
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Massimiliano Rossin
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