Lionel Messi c’è e l’Argentina può cominciare la difesa della Coppa del Mondo. A 39 anni il numero 10 parteciperà alla sua sesta rassegna iridata, raggiungendo un traguardo riservato a pochissimi campioni e guidando ancora una volta una nazionale costruita per arrivare fino in fondo.
L’Albiceleste si presenta negli Stati Uniti, in Messico e in Canada da campione del mondo e della Copa América. Non è soltanto la squadra chiamata a difendere il titolo conquistato in Qatar: è una delle principali candidate alla vittoria finale.
Messi alla sesta Coppa del Mondo
Dal debutto in Germania nel 2006 al trionfo in Qatar nel 2022, Messi attraversa vent’anni di storia dei Mondiali.
La Coppa conquistata contro la Francia ha completato una carriera già straordinaria, ma non ha spento il desiderio di competere. Il fuoriclasse argentino arriva al torneo dopo avere superato un recente problema al bicipite femorale che aveva inizialmente creato preoccupazione nello staff tecnico.
Scaloni ha rassicurato sulle sue condizioni. Messi sarà ancora il riferimento tecnico ed emotivo della squadra, anche se la gestione delle energie diventerà decisiva in una competizione lunga e con partite ravvicinate.
L’impresa che manca dal Brasile di Pelé
L’Argentina cerca un risultato che nessuna nazionale raggiunge dal Brasile vincitore nel 1958 e nel 1962: conquistare due Coppe del Mondo consecutive.
Dopo il trionfo in Qatar, l’Albiceleste ha confermato la propria superiorità vincendo la Copa América del 2024 e dominando il girone sudamericano di qualificazione.
La squadra di Scaloni ha chiuso al primo posto con 38 punti in 18 partite, ottenendo dodici vittorie e staccando nettamente le inseguitrici.
Una qualificazione conquistata con autorità
Il cammino verso il Mondiale ha confermato solidità, qualità e profondità della rosa.
Tra i risultati più significativi figura la vittoria per 1-0 contro il Brasile al Maracanã, in una partita segnata anche dalle tensioni sugli spalti. Al Monumental è arrivato il 6-0 contro la Bolivia, con Messi autore di tre reti e due assist.
Importante anche il successo sull’Uruguay al Centenario, deciso da una conclusione di Thiago Almada.
L’Argentina ha ottenuto la qualificazione con cinque giornate di anticipo e ha concluso il torneo sudamericano al primo posto, risultato che non raggiungeva dalle qualificazioni al Mondiale del 2014.
Lautaro Martínez e Nico Paz, l’Italia nell’Albiceleste
Nella rosa argentina figurano due calciatori protagonisti della Serie A.
Lautaro Martínez, capitano dell’Inter, rappresenta una delle principali alternative offensive insieme a Julián Álvarez. L’attaccante porta gol, esperienza internazionale e capacità di guidare il pressing, offrendo a Scaloni soluzioni differenti rispetto alla presenza di Messi.
Con lui c’è Nico Paz, protagonista della crescita del Como e convocato tra gli attaccanti. Il trequartista è uno dei volti nuovi dell’Albiceleste e può aggiungere tecnica, creatività e capacità di muoversi tra le linee.
L’incognita sul ginocchio di Nico Paz
Le condizioni di Paz restano però sotto osservazione. Il calciatore ha riportato un problema al ginocchio nelle ultime giornate di campionato e non avrebbe ancora recuperato completamente.
Il dolore sarebbe legato soprattutto all’impatto e alla sollecitazione dell’articolazione, mentre non risultano gravi lesioni ai legamenti.
Il giocatore ha comunque rassicurato i tifosi e manifestato la volontà di partecipare all’avventura mondiale. Lo staff medico valuterà progressivamente la risposta del ginocchio agli allenamenti.
Diciassette campioni del 2022 ancora in rosa
Scaloni ha confermato gran parte del gruppo che ha conquistato il titolo in Qatar. Sono diciassette i giocatori reduci dal trionfo del 2022.
In porta resta Emiliano Martínez, protagonista decisivo nella finale contro la Francia. La difesa conserva l’esperienza di Cristian Romero, Nicolás Otamendi, Lisandro Martínez e Nicolás Tagliafico.
A centrocampo figurano ancora Rodrigo De Paul, Enzo Fernández, Alexis Mac Allister, Leandro Paredes ed Exequiel Palacios. In attacco, oltre a Messi e Lautaro, ci sono Julián Álvarez, Thiago Almada e Nicolás González.
Le esclusioni più significative
Tra gli assenti spiccano Paulo Dybala e Matías Soulé, entrambi della Roma.
Non è stato convocato neppure Franco Mastantuono, giovane talento del Real Madrid. Nella lista definitiva figura invece Giovani Lo Celso, uno degli uomini utilizzati da Scaloni durante il ciclo iniziato dopo il Mondiale del 2018.
La scelta del commissario tecnico è stata quella di mantenere l’ossatura vincente, inserendo giocatori capaci di offrire velocità, profondità e nuove interpretazioni tattiche.
Scaloni e una squadra capace di cambiare
Il punto di forza dell’Argentina resta la capacità di adattarsi senza perdere identità.
Scaloni può schierare una squadra più tecnica, aumentando il controllo del pallone, oppure affidarsi a uomini rapidi per attaccare gli spazi. Messi può agire da trequartista, seconda punta o falso centravanti, mentre Lautaro e Julián Álvarez garantiscono movimenti e intensità.
«Abbiamo calciatori con caratteristiche differenti, capaci di darci maggiore velocità e profondità», ha spiegato il commissario tecnico.
L’identità dell’Argentina non cambierà, ma la squadra possiede più modi per interpretare le partite.
Il gruppo J con Algeria, Austria e Giordania
L’Argentina è stata inserita nel gruppo J insieme ad Algeria, Austria e Giordania.
L’esordio sarà il 16 giugno contro l’Algeria al Kansas City Stadium. La seconda partita è prevista il 22 giugno contro l’Austria a Dallas, mentre il girone si concluderà il 27 giugno, sempre a Dallas, contro la Giordania.
L’Albiceleste parte favorita per il primo posto, ma dovrà evitare cali di concentrazione contro avversarie organizzate e desiderose di confrontarsi con i campioni del mondo.
La diciannovesima partecipazione argentina
Quella del 2026 sarà la diciannovesima partecipazione dell’Argentina alla Coppa del Mondo.
La nazionale ha saltato l’ultima volta la qualificazione nel 1970, quando chiuse dietro Perù e Bolivia nel girone sudamericano. Non partecipò invece alle edizioni del 1938, 1950 e 1954.
Soltanto Brasile e Germania vantano una presenza più costante nella storia della competizione.
Messi e l’ultima grande missione
L’Argentina non dipende più esclusivamente da Messi come in alcune edizioni del passato. Attorno al suo capitano è cresciuta una squadra compatta, consapevole e abituata a vincere.
Ma nei momenti decisivi, lo sguardo tornerà inevitabilmente sul numero 10.
Messi arriva al suo sesto Mondiale senza dovere più dimostrare nulla, ma con la possibilità di compiere un’impresa ancora più rara: difendere la Coppa e condurre l’Argentina a un secondo titolo consecutivo.
Il Qatar lo ha consacrato. L’America può trasformare il suo ultimo grande viaggio mondiale in un’altra pagina di leggenda.
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Anna Buono
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