Il 20 Giugno al via la Prima Edizione del Grand Tour Festival, ideato e promosso dall’Associazione Jacques Fersen ODV, con il sostegno della Regione Siciliana Assessorato Turismo, Ministero del Turismo e con il Patrocinio dell’ANCI, dell’Ente Parco dell’Etna e delle Città di Capri, Taormina e Siracusa. Direttore artistico dell’evento Salvatore Carmine Guglielmino.
L’Associazione Jacques Fersen ODV, ente del terzo settore iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore con D.D.G. 3329 del 27 novembre 2023, è animata dal desiderio di riportare alla luce il fascino del viaggio in Italia di Johann Wolfgang von Goethe, un progetto che si fa atto d’amore verso quel flusso di artisti e intellettuali che, tra Ottocento e Novecento, percorsero il Grand Tour trasformando le città e i paesaggi italiani in mete leggendarie.
L’Italia appariva allora come un giardino di rovine e meraviglie: un paese che custodiva la memoria del mondo classico e la vitalità del Mediterraneo, pronto a imprimere per sempre la sua luce negli occhi di chi lo attraversava, non solo svago o turismo, ma un pellegrinaggio culturale, iniziazione alla vita e all’arte e anche rinascita interiore, per un viaggio sinonimo di un cammino spirituale, grazie a un contatto con quelle vestigia che rendevano gli individui partecipi della storia.
L’Italia era il luogo della Bellezza assoluta, il cuore pulsante della civiltà e il Grand Tour rese immortali luoghi che, senza l’afflusso di queste personalità, sarebbero rimasti confinati nella loro storia.
L’Associazione si pone l’obiettivo di custodire questa eredità, valorizzando luoghi, storie e personaggi che resero immortale il mito del Grand Tour, che, a distanza di secoli, è importante valorizzare, non solo come fenomeno storico, ma come origine di idea di Bellezza moderna, per riscoprire il concetto del viaggio come esperienza trasformativa, allontanandosi da un turismo legato a uno scatto veloce sui social e a un consumo veloce.
Grand Tour si propone di rappresentare “un ponte di collegamento tra epoche diverse, Grand Tour come ricerca della Meraviglia, che unisce le varie zone dell’Italia e valorizza le sue eccellenze a livello internazionale; non solo di tipo estetico, ma esistenziale, non solo evasione, ma rivelazione, come accadde a Goethe, che in Italia ritrovò se stesso. E’ un viaggio che invita gli Italiani a riscoprire la loro terra e invita il mondo a percorrerla con occhi nuovi”.
Il Viaggio in Italia di Johann Wolfgang von Goethe, iniziato nell’autunno del 1786, non fu un semplice spostamento geografico da nord a sud, ma un percorso interiore che avrebbe cambiato per sempre il destino dell’autore e, con lui, la percezione che l’Europa intera aveva dell’Italia.
Goethe arrivò nel nostro paese con lo spirito inquieto di chi desiderava fuggire dalle convenzioni della sua vita tedesca, dalle responsabilità di corte, dalla gabbia della fama che già lo circondava. Cercava l’Italia come si cerca un sogno antico, una promessa di armonia, un ritorno alla purezza classica che poteva placare la sua sete di bellezza. Questo viaggio, che poi avrebbe raccontato nel suo capolavoro “Italienische Reise” (Viaggio in Italia), divenne la testimonianza più alta del Grand Tour, quell’esperienza che per un secolo aveva spinto giovani aristocratici, poeti, filosofi e pittori a discendere lungo la penisola, alla scoperta delle meraviglie artistiche e naturali che il mondo riconosceva come uniche.
L’Italia appariva agli occhi di questi viaggiatori come un museo a cielo aperto e come un corpo vivo, che sapeva accogliere e trasformare chiunque vi si immergesse.
Wilhelm von Gloeden, aristocratico tedesco, giunse in Sicilia nella seconda metà dell’Ottocento e vi trovò l’ambiente ideale per la sua arte fotografica. Le sue immagini, intrise di luce e purezza, ritraevano giovani modelli immersi tra rovine e paesaggi, evocando un nuovo classicismo fatto di grazia e mito. Con le sue opere il borgo siciliano divenne meta prediletta di artisti, letterati e viaggiatori stranieri.
A Capri, invece, approdò Jacques d’Adelswärd Fersen, aristocratico francese, dandy raffinato e spirito poetico. Qui, lontano dalla sua patria, edificò nel 1905 Villa Lysis, luogo che divenne rifugio, tempio di bellezza e laboratorio di vita. Tra colonne ioniche e terrazze sul mare, Fersen intrecciò letteratura, amicizia e contemplazione, trasformando l’isola in mito vivente. Nelle sue opere, e nella sua stessa esistenza, risuonava la ricerca di un’estetica assoluta: Capri divenne per lui la scena perfetta per vivere e raccontare passioni poetiche, silenzi e visioni sospese tra sogno, amore e dolore.
Sono figure come queste a dare forza e significato all’Associazione Jacques Fersen ODV: uomini che seppero legare la propria vita all’Italia e renderla, attraverso l’arte, eterna. Ricordare Goethe, von Gloeden e Fersen significa restituire senso al viaggio, inteso non come turismo ma come trasformazione interiore.
In ogni evento, in ogni iniziativa, vibra la convinzione che la bellezza non appartenga al passato, ma sia un patrimonio vivo da rinnovare e condividere. Così, tra Taormina e Capri, l’Associazione costruisce un cammino che non è soltanto memoria, ma promessa di futuro.
Prima tappa sarà Taormina, a Casa Cuseni, il 20 giugno 2026 alle ore 18.30, con la terza edizione del “Premio Internazionale Wilhelm von Gloeden”, già inserito nel 2025 nel Taobuk, Festival internazionale del libro. Von Gloeden, aristocratico tedesco e viaggiatore del Grand Tour, scelse Taormina come sua patria adottiva. Con la sua macchina fotografica seppe immortalare l’anima della bellezza classica greca attraverso i volti dei giovani del luogo.
“Le sue fotografie – spiega l’organizzazione dell’evento – non erano semplici ritratti, ma atti di amore verso la luce, la natura, la purezza del corpo umano. Anche grazie a lui, Taormina divenne celebre nel mondo, simbolo di un Mediterraneo sospeso tra mito e realtà. Von Gloeden visse e morì qui, lasciando alla città un’eredità indelebile. Oggi, attraverso il premio a lui dedicato, Taormina rende omaggio all’artista e a quell’idea di bellezza che ha reso immortale la città”.
Il premio consiste in una targa in plex o argento appositamente realizzata in esclusiva, che richiama la genialità di Wilhelm von Gloeden, Jacques Fersen, August von Platen e Goethe. I premiati sono selezionati da una giuria qualificata per tutte le iniziative del Grand Tour Festival, composta dal presidente Dott.ssa Francesca Lovatelli Caetani, discendente dalla famiglia Caetani e in particolare dal ramo di Ersilia Caetani Lovatelli, giornalista, autrice SIAE, organizzatrice di eventi e direttrice di riviste culturali; dottor Gianpaolo Furgiuele-componente della giuria-accademico e scrittore, editore e scrittore, che attualmente vive in Francia ed è specializzato in letteratura francese e psicoanalisi; tra gli altri componenti della giuria, Carmine Monaco D’Ambrosia, scrittore e noto basso baritono con una solida carriera, attore di prosa sotto la guida di Paolo Silveri, Silvano Pagliuca, Alfredo Kraus e Katia Ricciarelli; Salvatore Guglielmino, autore, compositore, regista, pianista, cantante e attore; Prof.ssa Liliana Nigro, nota docente dell’Accademia delle Belle Arti di Catania, dove insegna Storia del Costume e della Moda, costumista e organizzatrice di eventi culturali; Federico Coco, giovane fotografo che si ispira alla scuola di Taormina; Dott. Claudio Tomasello, autore del Grand Tour Festival.
I premiati saranno: Giovanni Caccamo cantautore e polistrumentista italiano, scoperto da Franco Battiato, vincitore delle “Nuove Proposte” al Festival di Sanremo 2015, impegnato in eventi culturali e umanitari; Maria Attanasio, scrittrice e poetessa italiana, autrice di romanzi e saggi ; Giuseppe Messina maestro d’arte, restauratore della Dining Room della dimora storica di Casa Cuseni a Taormina.
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RedazioneTn24
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