MILANO – “Oggi il Tribunale di Milano ha pronunciato sentenza di assoluzione con la formula ‘il fatto non costituisce reato’ nel procedimento ‘Torre Milano’, a carico di costruttori, funzionari comunali e progettisti. Molti di quegli imputati li conosco. Conosco la loro storia, il loro lavoro, la loro serietà. Non ho mai avuto un solo dubbio sulla loro onestà e sulla loro reputazione e sono sinceramente sollevato che oggi un giudice lo abbia riconosciuto in modo inequivocabile. Da garantista convinto resto fermo su una cosa: i processi si fanno nelle aule di Tribunale e le sentenze le pronuncia un giudice”. Così Alessandro Maggioni, presidente del Consorzio cooperativo lavoratori in occasione della sentenza sulla Torre Milano. Ma “dalla nota ufficiale emessa dal Tribunale di Milano si deduce che grande è la confusione sotto il cielo dell’urbanistica milanese e italiana. Non abusi consapevoli: un quadro normativo così contraddittorio che nessuno poteva orientarsi con certezza. La giurisprudenza penale diceva una cosa, quella amministrativa un’altra, la stessa Corte Costituzionale una terza. Non dolo, non colpa: confusione normativa. E quella confusione ha pesato in modo ingiusto su persone perbene. Questa sentenza non è un punto di arrivo. È una conferma che serve una legge di interpretazione chiara, capace di fare ordine su ciò che è lecito fare, con quali titoli e con quali oneri”, sostiene Maggioni. Serve “una legge che dica che quanto fatto in questi anni non è stato criminale, ma è stato il frutto di un cortocircuito normativo a cui la politica deve rispondere con indirizzi limpidi e norme inequivoche”, evidenzia ancora in una nota, e “la politica ha il dovere di farlo” sapendo “che la chiarezza legislativa non è un favore a qualcuno”, ma “condizione di civiltà giuridica, nell’interesse di tutti”.
ASSIMPREDIL ANCE: COSTRUTTORI IN BUONAFEDE, ORA SUPERARE PARALISI
“Questo verdetto restituisce chiarezza e
serenità sull’operato e sulla buonafede dei costruttori e di
quanti hanno applicato le regole vigenti e consolidate a Milano
negli anni scorsi, e rappresenta un nuovo punto di partenza
dell’urbanistica milanese, affinché sia superata la paralisi che
sta bloccando lo sviluppo di Milano”. Assimpredil-Ance accoglie
così, “con favore” la sentenza del Tribunale di Milano, che
assolve gli imputati per la”Torre Milano” di via Stresa.
MILANO. ASSOLUZIONI TORRE MILANO, AZIONE ALLO SCOPERTO: RIVEDERE LEGGE 1942
Il centrodestra rivendica il suo garantismo e getta la croce sull’impasse provocato dal Comune di Milano; dall’area riformista Ivan Scalfarotto di Italia Viva rilancia una nuova edizione del Salva Milano. “Ora tocca al Parlamento dare a Milano e al Paese regole certe: decisioni di questa portata non possono dipendere da una legge del 1942”. Ancora più espliciti il deputato Giulia Pastorella e il segretario di Milano di Azione Francesco Ascioti. “Ci uniamo all’appello del comitato Famiglie Sospese perché le istituzioni nazionali si attivino per ottenere un quadro normativo chiaro”. Così la politica interviene- dopo l’accorato intervento di Beppe Sala sulla ‘violenza verbale’ e gli ‘aggettivi’ invece dei fatti usati dai pm la notizia che il Tribunale di Milano ha pronunciato sentenza di assoluzione con la formula ‘il fatto non costituisce reato’ nel procedimento ‘Torre Milano’, a carico di costruttori, funzionari comunali e progettisti.
“Il nostro- dice Alessandro Sorte, deputato e segretario regionale di Forza Italia Lombardia- è stato un garantismo autentico, sincero, coerente con la nostra cultura politica e istituzionale. Forza Italia ha scelto di non speculare, di rispettare il lavoro della magistratura e di attendere gli sviluppi processuali senza trasformare un’indagine in uno strumento di lotta politica. A parti inverse, purtroppo, non crediamo che sarebbe accaduto lo stesso. Tuttavia resta un dato molto preoccupante: Milano è ferma. Da oltre un anno la città vive una condizione di paralisi amministrativa che sta producendo conseguenze pesanti sul piano economico, urbanistico e sociale”. L’assoluzione con formula piena di tutti gli imputati nel processo per la Torre di via Stresa “è la conferma definitiva di ciò che la Lega sostiene sin dal principio: non è mai esistito alcun abuso edilizio, né alcun principio di illegittimità nell’operato dei tecnici e dei costruttori“, dichiara il segretario del Carroccio a Milano Samuele Piscina.
“I costruttori e i professionisti coinvolti si sono limitati a eseguire alla lettera ciò che il Comune di Milano indicava loro di fare, seguendo prassi consolidate da oltre quindici anni. Esprimo la mia più totale vicinanza a questi operatori che hanno dovuto subire un calvario giudiziario e mediatico del tutto inutile, vedendosi bloccare investimenti milionari per colpa di un corto circuito interpretativo”, prosegue l’esponente leghista. “Il vero danno, purtroppo, lo hanno subito i milanesi. Questo clima di incertezza ha generato uno stallo urbanistico senza precedenti, bloccando lo sviluppo della città”, chiude Piscina.Il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, presidente di Italia Viva Milano Metropolitana, oltre ad essere favorevole a una revisione della legge urbanistica del 1942 si domanda se le inchieste fossero “davvero necessarie. Quando il diritto penale entra a gamba tesa in una materia propria del diritto amministrativo, il rischio è trasformare una divergenza tecnica in un processo, con anni di cantieri fermi e richieste di confisca. Oggi un giudice ha stabilito che quel fatto non costituisce reato”, aggiunge Scalfarotto.
“L’esito del processo sull’urbanistica a Milano dimostra ancora una volta come teoremi accusatori si dissolvano a distanza di anni lasciando effetti pesanti sull’economia e sullo sviluppo”, interviene Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia. “E’ oggettivo che l’inchiesta sulla gestione urbanistica ha frenato a Milano e non solo il settore immobiliare. Questo non è certo la prima battuta d’arresto dell’impostazione accusatoria che addirittura ha visto, in altri procedimenti, persone ingiustamente private della libertà personale, dimissioni, reputazioni infangate. Chi risponde di questi flop dagli effetti economici enormi? Ovviamente nessuno”. Per Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Marino a Milano, “se si fosse avviato subito un tavolo di mediazione con l’avvio di una giustizia riparativa come suggerito dalla stessa Procura subito nel marzo del 2024, avremmo evitato quello che è stato un disastro per tutti: operatori, acquirenti, dipendenti e più in generale investimenti e mercato. Siamo arrivati fin qui a causa dell’arroganza di questa Giunta e di questa maggioranza. Le colpe politiche sono ben evidenti”. L’assoluzione di Torre Milano “ci ricorda che bisogna sempre evitare i processi fatti a mezzo stampa e, nel rispetto della nostra Costituzione, attendere che i Magistrati si pronuncino nel merito, portando alla luce la verità dei fatti”, concludono per tutti Pastorella e Ascioti di Azione.
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