Società di servizi, scontro in Consiglio sulle condizioni dei lavoratori



È stata respinta con 20 astensioni e 15 voti favorevoli la mozione presentata da Alleanza Verdi e Sinistra e Pd-Federalisti Progressisti VdA per impegnare il Governo regionale a intervenire sulle condizioni lavorative del personale della Società di servizi Valle d’Aosta.

Non è bstato alla sinistra incassare il sostegno di  Lega Vallée d’Aoste, Fratelli d’Italia, La Renaissance e Autonomisti di Centro per l’astensione in blocco della maggioranza di governo (Union Valdôtaine, Centro Autonomista e Forza Italia).

La mozione chiedeva di attivare con urgenza un tavolo di confronto tra Società di servizi, organizzazioni sindacali e rappresentanti dei lavoratori, oltre a una verifica delle condizioni contrattuali, organizzative e dei carichi di lavoro del personale impiegato nei servizi socio-assistenziali.

Le rivendicazioni dopo sciopero e protesta

Al centro del dibattito le criticità sollevate dalle lavoratrici e dai lavoratori, culminate nello stato di agitazione, nello sciopero e nella manifestazione dello scorso 21 aprile davanti al Palazzo regionale.

Le rivendicazioni riguardano, tra gli altri aspetti, l’assenza di meccanismi per il riconoscimento della carriera e dell’anzianità, l’obbligo di usufruire delle ferie nei soli periodi di chiusura delle scuole, il mancato riconoscimento del tempo di lavoro e dei rimborsi chilometrici per gli spostamenti tra istituti degli operatori di sostegno e l’inquadramento delle assistenti sociali.

«Parliamo di persone che ogni giorno erogano servizi fondamentali a soggetti fragili, anziani, minori e persone in condizioni di vulnerabilità», ha detto la capogruppo di Avs Chiara Minelli.

«Quando denunciano carichi di lavoro non sostenibili e condizioni problematiche, la questione non riguarda soltanto i loro diritti, ma anche la qualità e la continuità dei servizi».

Per Minelli, il disagio non può più essere rinviato: «Chiediamo un confronto urgente e soluzioni concrete, con risorse adeguate per riconoscere e valorizzare queste professionalità. È una questione che riguarda il modello di welfare che vogliamo rafforzare in Valle d’Aosta».

Testolin: «La Regione sta già lavorando»

Il presidente della Regione Renzo Testolin ha ricordato gli incontri avuti con le rappresentanze sindacali e alcuni lavoratori nella giornata dello sciopero, spiegando che l’Amministrazione conosce la situazione e sta approfondendo possibili margini di miglioramento.

Testolin ha però sottolineato come il rapporto contrattuale faccia capo alla Società di servizi, pur essendo quest’ultima partecipata interamente dalla Regione. «Alcune richieste contenute nella mozione competono alla società e non direttamente all’amministrazione regionale», ha osservato, annunciando l’astensione della maggioranza.

La Regione, ha aggiunto, sta lavorando alla prospettiva di un nuovo ente strumentale per la gestione dei servizi alla persona.

Un percorso che potrebbe consentire una maggiore omogeneità di trattamento, l’applicazione del contratto regionale e un miglioramento dell’organizzazione dei servizi e delle condizioni economiche e contrattuali del personale.

«La Società di servizi è sostenuta dalla Regione con circa 27 milioni di euro all’anno», ha precisato Testolin.

«Stiamo cercando soluzioni che permettano di utilizzare al meglio le risorse, migliorando il servizio e le condizioni dei lavoratori».

Le opposizioni: «Il socio unico non può tirarsi indietro»

La risposta del Governo non ha convinto le opposizioni.

«Il socio unico non può fare finta di nulla e nascondersi dietro l’autonomia della società», ha detto il consigliere del Pd-Fp Fulvio Centoz.

«Questi servizi riguardano il welfare e situazioni delicate: il costo non può essere l’unico elemento da considerare».

Critica anche Minelli, che ha definito «pilatesco» l’atteggiamento della Giunta.

«I lavoratori sono in difficoltà da anni e continuano a tenere in piedi un sistema essenziale. Le famiglie chiedono continuità per gli operatori di sostegno, ma nel frattempo qualcuno potrebbe scegliere di andarsene, con ricadute sulle persone più fragili».

Per Massimo Lattanzi, la mozione aveva il merito di dare voce a un disagio concreto. «Si parla di un bilancio regionale ricco e solido, ma qui c’è un rumore assordante: quello di uno stomaco che fa male», ha affermato.

«Non basta dire che ci si sta lavorando da cinque anni: servono risposte in tempi utili».

I dubbi sull’ente strumentale

Nel dibattito è emersa anche la contrarietà di alcune forze di opposizione alla prospettiva dell’ente strumentale.

Andrea Manfrin ha definito la Società di servizi una forma di somministrazione di lavoro che consente alla Regione di spendere meno, a scapito di dipendenti e utenti.

Secondo il consigliere, il passaggio a un ente strumentale non offrirebbe garanzie automatiche ai lavoratori: «Si rischia di illudere le persone, perché per entrare nell’ente si dovrebbe passare da un concorso aperto a tutti».

Anche Marco Carrel ha chiesto maggiore chiarezza sul percorso in corso e una comunicazione più trasparente nei confronti del personale. «Mancava una spiegazione chiara ai lavoratori su ciò che si stava facendo», ha detto.

Marzi: «Questione annosa e complessa»

L’assessore alle Politiche sociali Carlo Marzi ha riconosciuto la delicatezza e la lunga durata della questione.

«Già nella precedente legislatura si era cercata una soluzione per la valorizzazione del personale della Società di servizi», ha ricordato.

«Il fatto che siano passati anni dimostra quanto il problema sia complesso e quanto sia necessario individuare un percorso condiviso».

Marzi ha difeso il lavoro svolto dall’Amministrazione, respingendo l’accusa di disinteresse. «

Non stiamo negando il problema né mettendo in discussione l’importanza dei lavoratori. Stiamo cercando una soluzione strutturale, che non sarà semplice ma che possa superare le criticità attuali».

La mozione, ha concluso, non poteva essere condivisa per come era formulata, anche se la maggioranza ha ribadito l’intenzione di proseguire il confronto sul futuro dei servizi e sulla valorizzazione del personale.

(erika david)

 


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