L’oro (XAUUSD spot/CFD Pepperstone) sta attraversando una correzione netta e direzionale: dai massimi assoluti a 5.597,91 USD l’oncia il prezzo ha ceduto oltre 1.600 USD, toccando 3.979,19 USD nella sessione del 25 giugno 2026. La struttura tecnica rimane chiaramente ribassista sul breve e sul medio periodo; il SuperTrend segna un “Down Trend” a 4.325,12 USD e agisce come una resistenza dinamica che fino a oggi ha respinto ogni tentativo di rimbalzo. L’RSI daily è a 30,72, un livello di ipervenduto estremo che può preludere a rimbalzi tecnici, ma senza divergenze rialziste confermate non basta a indicare una inversione strutturale del trend.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
L’oro (XAUUSD spot/CFD Pepperstone) quota oggi 3.979,19 USD, in calo dello 0,50% rispetto alla chiusura precedente, dopo una seduta con apertura a 4.006,72 USD, massimo a 4.018,76 USD e minimo a 3.963,58 USD. I volumi restano sotto la media, segnalando un mercato più in deriva che sotto forte pressione, con spazio per possibili spike di volatilità nelle prossime ore.
Sul piano tecnico, il quadro resta debole: il prezzo è sotto i principali riferimenti di breve e medio periodo, mentre il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD continua a fare da resistenza dinamica. Anche il SuperTrend “Up Trend” a 4.919,19 USD è ormai molto lontano dai prezzi attuali e conferma la profondità della correzione.
La soglia psicologica dei 4.000 USD ha perso solidità e, dopo la violazione intraday fino a 3.963,58 USD, è tornata a funzionare da resistenza di breve. Pur trovandosi nella parte bassa del range annuale e con una correzione superiore al 28% dai massimi, l’oro resta ancora in territorio positivo da inizio anno, quindi il trend di fondo non appare compromesso, anche se la fase correttiva è decisamente più intensa di un semplice pullback.
Struttura di fondo: rialzo di lungo, correzione di medio ormai matura
Su orizzonte pluriennale, il trend di fondo dell’oro resta ancora rialzista. Nei cicli precedenti il metallo ha costruito una struttura forte, sostenuta dalla domanda di copertura di banche centrali e investitori istituzionali, arrivando fino ai massimi storici di 5.597,91 USD. Anche con la correzione in corso, la performance annua resta comunque molto positiva, intorno al +51,77% secondo il dato Pepperstone in piattaforma.
Le medie mobili di lunghissimo periodo confermano che il super-ciclo è ancora integro: EMA 200 e SMA 200 daily restano ben al di sotto dei prezzi attuali, quindi parlare di vera inversione di lungo periodo sarebbe ancora prematuro. Detto questo, la correzione attuale, superiore al 28% rispetto al top, non è un semplice ritracciamento, ma un movimento correttivo più profondo all’interno di un bull market ancora in essere.
Anche il quadro di medio periodo è cambiato: dai massimi di area 5.597 USD, l’oro sta segnando una sequenza di massimi e minimi decrescenti. Il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD ha formalizzato questa fase distributiva/correttiva e, per tornare a un’impostazione più costruttiva, servirebbe un recupero stabile in chiusura settimanale sopra l’area 4.325–4.400 USD.
La logica della nuova fascia 3.963–4.325 USD
L’area 3.963–4.325 USD è il vero campo di battaglia tra compratori e venditori: da qui passa la scelta tra un rimbalzo tecnico verso 4.200–4.325 USD e un’eventuale estensione della correzione verso 3.800–3.700 USD.
– La prima resistenza passa tra 4.000 e 4.019 USD, cioè tra la soglia psicologica dei 4.000 e il massimo intraday di 4.018,76 USD. Un ritorno stabile sopra 4.050 USD alleggerirebbe la pressione ribassista e aprirebbe spazio verso 4.150–4.200 USD.
– La resistenza più importante resta però 4.325 USD, dove si colloca il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD. Finché il prezzo resta sotto questo livello, ogni rimbalzo va letto più come occasione di vendita che come vero segnale di inversione; solo una chiusura settimanale sopra quest’area cambierebbe il quadro di medio periodo.
Più in alto, l’area 4.500–4.600 USD resta una resistenza secondaria rilevante, soprattutto in caso di rimbalzi più ampi. Sul lato opposto, il primo supporto serio si trova tra 3.963 e 3.900 USD: finché questa zona tiene in chiusura daily, resta credibile l’ipotesi di un rimbalzo tecnico da ipervenduto.
Se invece 3.963 USD venisse rotta in modo confermato, i riferimenti successivi diventerebbero 3.800–3.750 USD, un’area importante anche per motivi tecnici e di struttura di mercato. Solo in caso di discesa verso 3.500–3.400 USD si parlerebbe di una correzione davvero profonda, pur ancora compatibile con le dinamiche storiche dell’oro nei grandi bull market.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Sul daily, il quadro delle medie mobili resta chiaramente ribassista nel breve e nel medio periodo: il prezzo è sotto tutte le principali medie veloci e intermedie, tutte orientate al ribasso e in segnale di vendita. Solo le medie di lunghissimo periodo, EMA 200 e SMA 200, restano ancora positive, a conferma che il trend primario pluriennale non è stato invalidato dalla correzione in corso.
Il riferimento tecnico più importante resta il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD: finché il prezzo resta sotto questo livello, l’impostazione operativa resta di debolezza e ogni rimbalzo va letto con prudenza. Il SuperTrend “Up Trend” a 4.919,19 USD, molto più in alto, evidenzia quanto sia profondo il deterioramento tecnico rispetto ai massimi.
Anche gli oscillatori sono in area di forte ipervenduto: l’RSI a 30,72 si avvicina alla soglia critica di 30 e lascia aperta la possibilità di rimbalzi tecnici, ma senza divergenze rialziste confermate non basta a parlare di inversione. I volumi, poi, restano sotto la media, quindi per ora non si vede ancora una vera fase di capitolazione finale.
In pratica, la mappa resta questa: sotto 3.963 USD il rischio si sposta verso 3.800–3.750 USD; sopra 4.019–4.050 USD si riapre spazio per un recupero verso 4.150–4.200 USD; solo un ritorno stabile sopra 4.325 USD in chiusura settimanale rimetterebbe davvero in discussione la struttura ribassista di medio periodo.
Scenari sulla fascia 3.963–4.325 USD
La fascia 3.963–4.325 USD resta il vero pivot di mercato. Se il supporto 3.963–3.900 USD tiene in chiusura daily e l’RSI mostra una divergenza rialzista, l’oro potrebbe costruire un rimbalzo tecnico verso 4.050–4.150 USD, con spazio anche fino a 4.200–4.325 USD in presenza di catalizzatori favorevoli come dollaro più debole, tensioni geopolitiche, dati USA deludenti o toni più accomodanti dalla Federal Reserve. In ogni caso, si tratterebbe comunque di un rimbalzo dentro una struttura di medio periodo ancora ribassista, con il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD che resterebbe la resistenza dinamica decisiva.
Se invece 3.963–3.900 USD cedesse in modo stabile, soprattutto con volumi in aumento, la correzione si approfondirebbe con primo obiettivo a 3.800–3.750 USD e possibile estensione verso 3.600–3.500 USD. Uno scenario del genere sarebbe favorito da un dollaro più forte, dati macro USA migliori del previsto o un allentamento delle tensioni geopolitiche, cioè fattori che ridurrebbero la domanda di beni rifugio. Il bull market di lungo periodo resterebbe intatto, ma prima di pensare a nuovi massimi oltre 4.500–5.000 USD bisognerebbe passare attraverso una correzione più profonda.
In sintesi, 3.963–4.325 USD è la fascia che decide tutto: finché il prezzo non recupera stabilmente sopra 4.050–4.150 USD e soprattutto non supera 4.325 USD, la lettura di medio periodo resta ribassista e ogni rialzo va considerato più come occasione tattica che come vera inversione.
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