L’Umbria che Spacca da record: oltre 50mila presenze




 



 

Tutti sold out gli eventi della 13ª edizione del festival



 



 

Per cinque giorni Perugia ha cambiato ritmo, respiro, voce. Con la 13esima edizione dell’Umbria che Spacca, il centro storico si è trasformato in una vera e propria città nella città: un organismo vivo, pulsante, aperto e attraversato da musica, arte, incontri, movimento e relazioni.

Si è chiusa con un trionfo senza precedenti la XIII edizione de L’Umbria che Spacca, andata in scena dal 24 al 28 giugno 2026. Cinque giorni intensi di musica, cultura, danza e benessere che hanno segnato il primato storico della manifestazione, registrando il tutto esaurito in tutti gli appuntamenti in cartellone.

Già forte dei 12mila biglietti strappati in prevendita prima del via, il festival ha richiamato una marea di pubblico anche da fuori regione (oltre 50mila le presenze in città in cinque giorni), confermandosi come uno dei poli attrattivi più rilevanti della scena culturale contemporanea e una risposta vibrante alla decrescita delle province.

Con un palinsesto monumentale di oltre 80 artisti al giorno distribuiti su otto palchi, l’acropoli perugina è stata interamente conquistata dall’energia del festival, registrando flussi continui dall’alba a notte fonda, da Palazzo Gallenga a Palazzo dei Priori, muovendosi lungo l’asse di Corso Cavour e Borgo XX Giugno.

“Sapevamo che la tredicesima edizione sarebbe stata la più grande di sempre, ma la risposta del pubblico ha superato ogni nostra aspettativa” affermano dall’associazione Roghers Staff APS che ha ideato, sviluppato e promosso il festival: “Vedere ogni singolo appuntamento totalmente sold out, dai live infuocati del Main Stage alle prime luci del Garden Stage fino ai talk culturali della Galleria, è il segno che Perugia è affamata di contemporaneità e cultura. Questo record non è solo un traguardo numerico, ma la dimostrazione tangibile che puntare sui giovani, sulla sostenibilità e sulla rigenerazione del territorio attraverso l’arte è una scommessa vincente”.

Determinante, come sempre, il contributo dei volontari, autentico motore del festival. Oltre cento i volontari hanno reso possibile ogni aspetto della manifestazione, dalla logistica all’accoglienza, dalla produzione alla gestione degli spazi. Per molti di loro L’Umbria che Spacca rappresenta molto più di un’esperienza associativa: è una vera palestra professionale e umana, un’occasione rara per vivere dall’interno tutte le dinamiche di una grande produzione culturale. Giovani che mettono passione, competenze, energia e visione al servizio del festival, trasformando il lavoro in esperienza formativa concreta e fuori dall’ordinario.

Sul fronte artistico, l’edizione 2026 ha confermato la capacità del festival di costruire una line-up autorevole e trasversale. Il cuore pulsante della rassegna è stato come sempre il Main Stage ai Giardini del Frontone, che ha ospitato concerti memorabili: dall’apertura esplosiva con il rap di Ernia, preceduto dall’idolo locale Nicolò Filippucci, passando al travolgente fenomeno dissacrante Tony Pitoni, che ha confermato il trend nazionale con un Frontone stracolmo, fino al leggendario Salmo, che ha celebrato i dieci anni di ‘Hellvisback’ con un impatto sonoro devastante, allo storico debutto del tour estivo dei Litfiba nella formazione originale (“Quarant’anni di 17 Re”), una vera e propria celebrazione del rock italiano terminata, per arrivare al grandioso finale di domenica 28 giugno a ingresso gratuito con l’icona pop Ditonellapiaga, accompagnata dalle eccezionali esibizioni in apertura di Maria Antonietta e Colombre.

Straordinario riscontro anche per la Galleria che Spacca alla Galleria Nazionale dell’Umbria, dove la

musica ha dialogato con i capolavori d’arte in set acustici e interviste intime (protagonisti Marina Rei, Rodrigo D’Erasmo & Roberto Angelini, Margherita Vicario, Mobrici ed Erocaddeo). Successo anche per la versione “XXL” dedicata ai cento anni di Dario Fo, che ha visto i talk mattutini di Pierpaolo Capovilla e Lodo Guenzi con spettatori riuniti attorno all’eredità civile del Premio Nobel.

Infine, l’alba ha trovato la sua colonna sonora al Garden Stage (Orto Botanico Medievale): tre risvegli

spirituali ed esclusivi tra yoga, colazioni solidali e la musica d’avanguardia del Consorzio Ambient Italiano, de L’Officina della Camomilla e dei Fiati dell’Orchestra da Camera di Perugia.

L’edizione 2026 ha allargato i propri orizzonti strutturali inserendo tessere fondamentali nel mosaico della vita cittadina attraverso i palchi collaterali gratuiti: UnistraPg Stage (tre giornate di densa divulgazione sociale in partnership con l’Università per Stranieri di Perugia e Unicoop Etruria), ADISU Stage e Unipg Stage in Piazza Giordano Bruno e al Complesso di San Pietro sono diventati i laboratori per gli studenti universitari, tra i live del Contest Unimusic 2026, la danza contemporanea del Teatro Stabile dell’Umbria e le calde notti firmate dai party studenteschi.

E poi la Chill Area e la Buskers Area: Borgo XX Giugno e Corso Cavour si sono trasformati in un percorso culturale accessibile e aperto, ospitando world music internazionale e le spontanee performance dei musicisti di strada.

Spazio, come sempre, anche ai talenti emergenti. Il Coop Contest e Unimusic 2026 hanno confermato il ruolo centrale del festival nel supportare nuove progettualità artistiche, testimonianza concreta di una scena giovane, viva e in continua evoluzione.

Sul fronte ambientale, l’edizione 2026 ha segnato una svolta verde grazie alla collaborazione con Acea: l’attivazione delle “Oasi Acea” ha garantito l’erogazione libera di acqua pubblica in bicchieri compostabili. Grande successo anche per la novità UCS Move, che ha integrato il benessere psicofisico e lo sport alla scoperta del territorio tramite le sessioni mattutine di fitness e trekking urbano.

A testimonianza della sua natura poliedrica di promozione del territorio, con il festival si è concluso parallelamente anche il progetto “L’Umbria che Spacca X Micro Influencer on Tour” in collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Regione. Gli studenti fuorisede e internazionali hanno vestito i panni di creator digitali esplorando in trekking e gravel bike le bellezze di borghi umbri. L’operazione promette di generare una copertura social superiore ai 2,1 milioni di contatti, amplificando ulteriormente l’eco di un festival da record che ha dimostrato come la cultura possa rigenerare, divertire e unire un’intera comunità.

 

L’Umbria che Spacca chiude così la sua 13esima edizione confermandosi non solo come uno dei festival musicali più importanti a livello nazionale, ma come un progetto culturale capace di generare impatto reale sul territorio. Più che un festival, una comunità temporanea che ogni anno cresce, si rinnova e lascia un segno.

L’Umbria che Spacca ha costruito infatti un ecosistema culturale diffuso in cui ogni spazio è diventato luogo di incontro. Non soltanto concerti, ma un’esperienza collettiva capace di coinvolgere persone di ogni età, grazie a una proposta trasversale che ha saputo parlare a pubblici diversi. Il respiro che si è percepito in questi giorni è stato, ancora una volta, quello che rende unico il festival, un’energia fatta di prossimità, contaminazione e partecipazione spontanea. Una vitalità che caratterizza da sempre L’Umbria che Spacca e che ne definisce la peculiarità: portare contemporaneità nel cuore della città senza perdere il legame con il territorio e la sua comunità.

 

Oltre a ringraziare tutti i volontari e un pubblico straordinario che ha fatto battere all’unisono il cuore della città, dalla Roghers Staff APS i ringraziamenti arrivano pure alle istituzioni, Università, partner storici e speciali che hanno creduto in questa visione.

L’Umbria che Spacca è realizzato con il sostegno e il patrocinio di: Regione Umbria, Comune di Perugia, Università degli studi di Perugia, Università per stranieri di Perugia, Adisu Umbria, Confindustria Umbria, Confcommercio Umbria, Camera di Commercio dell’Umbria.

Con il sostegno di: Fondazione Perugia e Ministero della Cultura. Cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito dei progetti PR FESR e PR FSE+.

In collaborazione con: Musei Nazionali di Perugia, Direzione regionale Musei nazionali Umbria, Galleria Nazionale dell’Umbria.

Main Sponsor: Birra Flea. Sponsor: UniCoop Etruria. Water Partner: Acea Acqua. Food Partner: Testone. Mobility Partner: Ambrosi. Merch by: Sestabase. Print Partner: Grafox. Radio ufficiale: Radio Subasio.

 

 

Info e contatti

Sito: www.umbriachespacca.it

Facebook: www.facebook.com/UmbriaCheSpacca/

Instagram: www.instagram.com/umbriachespacca/




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 Martina Braganti

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