La coppia sta tentando di stabilizzarsi sopra 1,14 dopo aver toccato minimi plurimensili in area 1,13. Tuttavia, la pressione del dollaro USA continua a limitare il potenziale di recupero della moneta unica. In questo contesto, la tenuta dell’area 1,14–1,1450 diventa cruciale: solo un consolidamento sopra questi livelli potrebbe trasformare il rimbalzo in qualcosa di più strutturato, favorendo una fase di ricopertura delle posizioni short. In caso contrario, il movimento rischia di restare un semplice pullback all’interno di un trend ribassista più ampio.
Tra il 29 e il 30 giugno 2026, il fixing BCE si attesta in area 1,1406, all’interno di un range mensile compreso tra i minimi di 1,1340 e i massimi in area 1,16–1,17. Nelle ultime sedute il cambio ha reagito dai supporti in zona 1,133–1,136, riportandosi sopra 1,14, ma con una volatilità ancora sostenuta, alimentata dai dati macro statunitensi e dalla debolezza ciclica dell’Eurozona.
Nel breve periodo, il mercato sembra impegnato a difendere il cluster di supporti tra 1,133 e 1,136, mentre il trend di fondo resta orientato al ribasso su base settimanale e mensile. In ottica intraday, l’area 1,137–1,145 continua a rappresentare la principale zona di equilibrio tra domanda e offerta, dove si concentra lo scontro tra compratori e venditori.
Struttura di fondo: ciclo ribassista del EUR, ma senza rottura della struttura pluriennale
l’EUR/USD arriva da una fase di recupero rispetto ai minimi del 2022–2023, ma il movimento rialzista ha perso forza nel 2026, con un ritorno in fascia 1,13–1,17. Le pressioni ribassiste dell’ultimo trimestre riflettono la combinazione di dati Eurozona sotto le attese e di un dollaro sostenuto da rendimenti USA relativamente elevati e da flussi rifugio.
Nonostante la fase correttiva, la struttura di lungo periodo resta quella di un grande trading range, con un’area cardine collocata tra 1,12 e 1,18. Solo una rottura stabile sotto 1,12 aprirebbe lo scenario di una nuova gamba ribassista strutturale dell’euro contro dollaro, mentre un recupero sopra 1,17–1,18 riaprirebbe la discussione su un ciclo rialzista più esteso.
Nuova fascia operativa 1,133–1,173 su EUR/USD
La precedente fascia di equilibrio tra 1,15 e 1,18, che aveva caratterizzato buona parte del primo semestre, è stata ormai violata al ribasso con il movimento che ha portato i prezzi verso 1,13–1,14. Il nuovo intervallo di contrattazione prevalente si colloca tra il supporto 1,133–1,136 e la resistenza dinamica in area 1,17–1,173, dove transita anche il bordo superiore delle principali figure tecniche di medio periodo.
In questa fascia il mercato sta decidendo se la debolezza dell’euro verrà riassorbita come fase correttiva all’interno di un grande range, con potenziali estensioni di recupero verso 1,17–1,18, oppure se si strutturerà una nuova gamba ribassista con rottura di 1,133–1,13 e possibili discese in direzione di 1,12–1,11. Finché le chiusure daily resteranno sopra 1,133, la lettura di fondo rimane quella di un dollaro forte ma non ancora in fase di runaway trend contro euro.
Principali livelli attuali (EUR/USD, cash spot)
• Resistenza assoluta 1,17–1,173: area di massimo recente e bordo superiore del pennant rialzista individuato su alcuni timeframe H4; una chiusura daily sopra 1,173 ridarebbe forza al tema di un recupero esteso dell’euro verso 1,18–1,19.
• Resistenza secondaria 1,146–1,150: zona di congestione individuata da diverse analisi come primo ostacolo sul rimbalzo; un superamento pulito di 1,1460–1,1500 aprirebbe spazio verso 1,16, mentre rifiuti su questo livello favorirebbero nuove vendite.
• Supporto primario 1,137–1,136: area ora testata ripetutamente in giugno e indicata come primo baluardo difensivo per l’euro; una tenuta di questo livello mantiene aperta l’ipotesi di consolidamento laterale, mentre una rottura netta riproporrebbe rapidamente 1,133–1,13.
• Supporto secondario 1,133–1,129: cluster di minimi recenti e target indicato da diversi scenari ribassisti; una discesa in chiusura sotto 1,129 aumenterebbe sensibilmente il rischio di estensione verso 1,12–1,1200.
• Supporto strutturale 1,120–1,106: area storica di accumulo, evidenziata come livello critico per la struttura di medio periodo; solo rotture stabili sotto 1,106–1,10 metterebbero in discussione il grande range 1,10–1,20 e aprirebbero scenari di rivalutazione profonda del dollaro.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave su EUR/USD
La configurazione delle medie mobili evidenzia un quadro misto: le SMA 20 e 50 cominciano a segnalare un potenziale tentativo di recupero di breve, mentre le medie più lunghe restano ancora orientate al ribasso, riflettendo la fase discendente del secondo trimestre. Il prezzo oscilla intorno alle medie veloci, con la fascia 1,137–1,145 che rappresenta il fulcro tecnico tra continuazione ribassista e consolidamento di transizione.
Gli oscillatori di momentum (RSI, MACD, Stocastico) mostrano un quadro di pressione venditrice in attenuazione, con l’RSI che si posiziona in zona neutrale e il MACD ancora sotto la linea dello zero ma in fase di appiattimento. Il contesto tecnico è quindi coerente con un dollaro forte ma privo, al momento, di nuove divergenze ribassiste a favore dell’euro sufficientemente nette da giustificare un’inversione strutturale immediata.
In questo quadro, un ritorno stabile sopra 1,146–1,150 riaprirebbe rapidamente lo scenario di recupero verso 1,16–1,17, con possibile test della parte alta del range a 1,173. Al contrario, la fascia 1,137–1,133 rappresenta il primo cuscinetto di assorbimento del ribasso: solo una rottura netta e confermata sotto 1,129–1,120 metterebbe davvero in discussione l’ipotesi di consolidamento e rilancerebbe la narrativa di un ciclo ribassista più profondo sull’euro.
Scenari sulla fascia 1,133–1,173 (EUR/USD)
Se nelle prossime settimane il mercato dovesse consolidare sopra 1,137–1,140 e tornare stabilmente sopra 1,146–1,150, con successivo breakout della resistenza 1,17–1,173, l’EUR/USD entrerebbe in una nuova fase di recupero, con target tecnici iniziali in area 1,18–1,19. In questo scenario, i modelli trend‑following comincerebbero a ridimensionare le posizioni short strutturali, privilegiando strategie long sui pullback verso 1,14–1,137 e leggendo le discese come occasioni di ricopertura.
Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare 1,146–1,150 in chiusura e continuassero a prevalere le vendite sui rimbalzi, l’EUR/USD potrebbe ritracciare verso 1,133–1,129 e, in caso di ulteriore rafforzamento del dollaro o deludente dati Eurozona, estendere la correzione fino al cluster di supporti strutturali 1,120–1,106. In questo caso, la coppia entrerebbe in una fase di distribuzione ribassista all’interno del grande range, con un’ampia lateralità tra 1,106 e 1,16 in attesa di nuovi driver di politica monetaria.
Solo una discesa stabile sotto 1,106–1,10 comprometterebbe la struttura di medio periodo dell’euro contro dollaro e aprirebbe spazio a scenari di rivalutazione più profonda della valuta USA, con possibili estensioni in direzione di 1,08–1,06. In questa fase, l’area 1,133–1,173 rappresenta il nuovo pivot del principale cross FX globale: la capacità dei prezzi di restare sopra 1,14–1,145 in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra semplice rimbalzo correttivo e vera fase di ricopertura delle posizioni ribassiste.
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