Disabilità, Uici presenta il bilancio sociale: “Oltre i numeri, il valore dell’autonomia”


ROMA – Autonomia, diritti, inclusione, innovazione e prevenzione. E’ il ‘valore’ generato con la sua attività dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici), che a Roma al Senato ha presentato il proprio bilancio sociale. I 38.531 soci, le 105 sedi territoriali, i 475 dipendenti e i 2.362 volontari non raccontano tutto. Come ha voluto sottolineare anche il titolo del convegno, ‘Oltre i numeri: il valore sociale dell’autonomia’, che si è svolto questa mattina a Roma nella Sala Zuccari del Senato. All’evento hanno preso parte, tra gli altri, Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità; Lucio Malan, senatore e presidente del Gruppo Fdi, che ha ospitato l’iniziativa; Maurizio Borgo, presidente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità; Mario Barbuto, presidente nazionale dei Uici; e Linda Legname, vicepresidente nazionale di Uici. Hanno aperto i lavori i saluti del presidente del Senato, Ignazio La Russa: ‘Il bilancio sociale non è solo una rendicontazione di dati e attività- ha spiegato in una lettera, letta durante il convegno- ma la testimonianza concreta di un impatto sociale straordinario, capace di trasformare la vita delle persone e di arricchire la comunità. Assicurerò sempre il mio convinto sostegno al profondo senso di solidarietà e passione che guida l’azione di Uici in ogni iniziativa’, ha detto la Russa.

E allora spulciando quanto riportato nel bilancio sociale dell’Unione risaltano anche le 27.500 persone raggiunte dai servizi, il milione e 400mila ore di attività e poi i 17.000 controlli oculistici gratuiti, le 46.177 visite effettuate presso i Centri oculistici sociali, i 2.476 cittadini che hanno chiesto di avvalersi del voto digitale, i 17.109 utenti del Libro parlato o le 2.500 ore di produzione originale per la radio dell’Unione. Un ‘valore’ enorme, costruito destinando il 75% delle risorse a disposizione direttamente alla missione associativa e che nel concreto ha reso possibile più indipendenza nella vita quotidiana, più tutela e partecipazione, meno isolamento e più relazioni, portando agli utenti tecnologie accessibili e nuove opportunità e diffondendo la cultura della tutela della salute visiva.

‘I numeri generano valore- ha sottolineato Barbuto– per noi essere qui oggi significa informare le istituzioni e la politica di quello che facciamo. Spesso la parte più importante passa attraverso le decisioni, le deliberazioni e le leggi che il Parlamento sancisce. Noi abbiamo sempre trovato ascolto e dobbiamo dare atto nella sede più istituzionale che si possa immaginare, il Senato della Repubblica, di quello che facciamo e di come vengono usate le risorse’. Il bilancio ha, infatti, messo in evidenza anche altri cinque risultati ottenuti nel 2025: il rinnovo di tutti gli organi associativi territoriali e nazionali; il consolidamento della rete della disabilità visiva a livello territoriale e nazionale; la partecipazione attiva all’attuazione della riforma della disabilità; la crescita delle attività digitali e dell’accessibilità tecnologica; il rafforzamento dei servizi di prevenzione e inclusione. Ma il documento ha lanciato anche uno sguardo avanti, individuando cinque sfide per il 2026-2030: l’attuazione piena del progetto di vita; l’uso dell’intelligenza artificiale e il diritto di voto senza assistente nella cabina elettorale; l’inclusione lavorativa delle persone ipovedenti; il sostegno alle persone con disabilità complesse e ai caregiver; infine la mobilità autonoma ed eliminazione delle barriere fisiche, sensoriali e digitali.

FOCUS DI BARBUTO SULLA PREVENZIONE

Il primo punto su cui si è soffermato, nel suo intervento, il presidente dell’Uici è il valore della prevenzione: ‘E’ qualcosa che va aldilà della nostra specifica missione di tutela del diritto e degli interessi delle persone non vedenti e ipovedenti. La prevenzione è un’attività che si rivolge soprattutto alla cittadinanza nell’intento di voler risparmiare a tanti altri cittadini quello che a noi è capitato, forse proprio perché qualche volta non abbiamo fatto la prevenzione giusta’. Con quest’obiettivo, l’Uici svolge insieme a Iapb Italia Onlus (la sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità) iniziative su tutto il territorio, e ‘grazie alle risorse pubbliche che il Parlamento ha concesso’, ha ricordato Barbuto, ‘abbiamo dato vita ai Centri oculistici sociali: strutture dove la prevenzione va a cercare i cittadini’.

LOCATELLI: “IL TEMA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE È QUALCOSA CHE DOBBIAMO APPROFONDIRE”

Comunicazione, lavoro e progettazione. Sono tanti i capitoli su cui è impegnata l’Unione italiana ciechi e ipovedenti e sono tutti previsti nel piano 2026-2030. ‘Aggiungo anche il progetto di vita e l’impiego corretto e utile dell’intelligenza artificiale- ha chiosato Barbuto- che sicuramente nel prossimo quinquennio diventerà un elemento dominante nella nostra società’. Lo conferma anche Locatelli: ‘Ne abbiamo parlato ad ExpoAid con la presenza di Meta, che aveva già interloquito proprio con l’Unione italiana ciechi e ipovedenti in quei giorni. Il tema dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie è qualcosa che dobbiamo approfondire– ha ribadito il ministro- deve essere studiato, approfondito e condiviso per garantire a tutti i cittadini una migliore qualità della vita e un’occasione in più nel lavoro, nella formazione e nella vita sociale’. L’Uici,ha proseguito Locatelli, ‘si è impegnata su più fronti, pure all’interno dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità in modo molto concreto per portare avanti la riforma e il tema del progetto di vita. C’è già uno sguardo importante verso il futuro‘. Questa è una delle tante sfide, ha ricordato, perché ‘c’è poi il tema del lavoro, dello sport, dell’inclusione e dell’accessibilità. Questa presentazione è un momento importante per condividere le strategie’.

Il diritto di voto ‘è una battaglia che portiamo avanti anche noi convintamente su più fronti- ha assicurato la ministra per le Disabilità– pensiamo anche alle persone con disabilità intellettiva e relazionale che hanno ricevuto la cartella elettorale ma poi, magari, gli viene vietato di poter avere un accompagnatore per piegare la scheda. Dobbiamo cercare di sensibilizzare tutti affinchè si capisca che per essere pienamente cittadini questo diritto è fondamentale’. Al centro ci sono anche l’accesso ai servizi bancari, ai totem e distributori automatici, alle audiodescrizioni (ancora insufficienti) e l’inclusione scolastica. ‘Battaglie precise- ha detto Locatelli- su cui bisogna lavorare insieme – enti del terzo settore, il mondo del privato e istituzioni – per raggiungere una chiave di volta. I numeri ci dicono che la mancata autonomia costa e se lasciamo qualcuno indietro, pagheremo molto di più in termini di sistema sociosanitario’.

Barbuto non dimentica, infine, l’ambito del lavoro. ‘Senza il lavoro ogni proclama di autonomia rischia di essere un proclama nel deserto. Lavoro significa indipendenza, poter contare su una risorsa economica che ti rende libero. Non a caso il nostro padre fondatore Aurelio Nicolodi già 100 anni fa pose l’istruzione e il lavoro come i due elementi fondamentali per un vero riscatto civile e sociale delle persone con disabilità visiva’. Nicolodi ‘ci ha insegnato a non cercare assistenzialismo ma autonomia e indipendenza– ha continuato Linda Legname, vicepresidente nazionale Uici- quando ci sono le barriere culturali e percettive facciamo di tutto per poterle abbattere perché vogliamo una vita equa e e alla pari. Oggi il bilancio sociale non è una celebrazione, ma un capitolo aperto per le nuove sfide e per le battaglie che ci attendono’. L’Uici traccia, quindi, la strada per il futuro. ‘Non soltanto dà tutela e lavora per i suoi associati- ha concluso il senatore Lucio Malan- ma porta l’esigenza vera e autentica delle persone con disabilità visiva alla politica. Per noi è un momento d’incontro importante e positivo. Un indirizzo che serve anche per usare in maniera più efficiente le risorse’.




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 Rachele Bombace

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