New York, 3 giu. (askanews) – Il 4 giugno il New York Institute of Technology ospiterà “The Longevity Code: Sardinia Meets East Harlem and the South Bronx” , una proiezione cinematografica e un seminario dedicati a una delle questioni più urgenti del nostro tempo: come possono le comunità vivere vite più lunghe, più sane e più significative? L’evento ha come media partner il gruppo VNY (La Voce di New York, America Oggi News Agency e Radio ICN) e askanews. La longevità quindi non semplicemente come una condizione biologica, ma come un progetto culturale e ambientale.
La Sardegna è da tempo riconosciuta come una delle “Zone Blu” più significative al mondo, luoghi in cui le persone vivono eccezionalmente a lungo. Tuttavia, segnala La Voce di New York, la lezione sarda non può essere ridotta solo a genetica, alimentazione o stile di vita. La longevità emerge da una complessa ecologia di relazioni: movimento quotidiano, sistemi alimentari locali, legami intergenerazionali, fiducia sociale, memoria, paesaggio e senso di appartenenza. Si tratta anche di questioni di progettazione. Riguardano gli spazi che abitiamo, le comunità che costruiamo, i giardini che coltiviamo e i modi in cui la cultura contribuisce al benessere.
Il programma si aprirà con un saluto di benvenuto di Jared Littmnan, Vice Rettore per la Ricerca presso il New York Tech, e proseguirà con gli interventi di Jordan Keys, Preside Associato per la Ricerca, la Collaborazione e l’Innovazione, seguiti da Francesco Fadda, Vice Presidente di Circolo Shardana USA. Momento clou dell’evento sarà la proiezione di “Finding the Blue” di Pietro Mereu, regista e fondatore di Longevity Fest e ILEX Productions. Il film offre un’interpretazione sensibile e incisiva dell’esperienza della Zona Blu sarda, presentando la longevità come un paesaggio vissuto fatto di persone, rituali, luoghi e storie condivise. Alla proiezione seguirà un intervento del Professor Gianni Pes dell’Università di Sassari, co-scopritore della Zona Blu, la cui ricerca è stata fondamentale per portare la longevità della Sardegna all’attenzione internazionale.
Il significato dell’evento risiede nel suo legame tra la Sardegna e New York, in particolare East Harlem e il South Bronx. Questi quartieri si trovano ad affrontare sfide persistenti legate all’ingiustizia ambientale, alla disuguaglianza in ambito sanitario, all’accesso al cibo, alla frammentazione sociale e alla distribuzione ineguale degli spazi verdi. Allo stesso tempo, sono luoghi di straordinaria resilienza, creatività, ricchezza culturale e sapere comunitario. L’evento, pertanto, non presenta la Sardegna come un modello da copiare, ma come punto di partenza per un dialogo più ampio su come diverse comunità creano condizioni di cura, salute e appartenenza.
Questo è anche il motivo per cui The Longevity Code è direttamente collegato a due importanti sovvenzioni del National Endowment for the Arts (NEA) assegnate al New York Tech. La prima, ALLHUMANS are born equal , supportata dal NEA Grants for Arts Projects 2026, è un progetto multidisciplinare di arte pubblica, documentario e pubblicazione incentrato sulla rigenerazione degli orti comunitari a East Harlem, con l’El Gallo Community Garden di Olga come sito centrale. La seconda, CULTIVARTE , supportata dal NEA Our Town 2026, esplora come l’arte pubblica, l’agricoltura urbana, i biomateriali, la fabbricazione digitale e l’intelligenza artificiale possano rafforzare l’accesso al cibo, la qualità ambientale e la connessione sociale a East Harlem.
Una dimensione cruciale di queste iniziative è la collaborazione tra New York Tech, NYC Parks GreenThumb e i partner della comunità locale. GreenThumb, il più grande programma di orti comunitari degli Stati Uniti, rappresenta un’infrastruttura civica vitale per la tutela ambientale a livello di quartiere. Grazie a questa collaborazione, il giardino diventa più di un semplice spazio fisico: si trasforma in una piattaforma per la ricerca, l’educazione, l’arte pubblica, lo scambio intergenerazionale e il benessere collettivo.
Nel giugno 2026, l’El Gallo Community Garden di Olga ospiterà anche l’inaugurazione pubblica dell’installazione All Humans . Il progetto è concepito in vista delle celebrazioni per il 250° anniversario dell’indipendenza americana e offre una riflessione su uguaglianza, comunità e sul lavoro ancora incompiuto della democrazia. In questo contesto, l’arte pubblica diventa uno strumento civico: non un oggetto isolato, ma uno spazio condiviso di incontro, memoria e partecipazione.
L’evento presenterà anche Cultivarte , con contributi di Farzana Gandhi, Fadhil Fadhil, Kevin Park, Sivapriya Janakiraman, Yasmine Koleilat, Deborah Seyilhen Parradan e Chana Rhodes della Scuola di Architettura e Design del New York Tech. Il programma presenterà inoltre All Humans Are Born Equal , con Brian Polgar e Kaleigh Trentadue. Insieme, questi progetti collegano design, salute, fabbricazione digitale, orti comunitari, discipline umanistiche pubbliche e giustizia ambientale.
Questo quadro interdisciplinare riflette il più ampio impegno del New York Tech per un impatto della ricerca che vada oltre il mondo accademico, guidato dalla visione istituzionale promossa da Jared Littman e da altri all’interno dell’università. L’obiettivo non è solo produrre conoscenza, ma tradurre la ricerca in valore pubblico. In questo senso, design, salute e discipline umanistiche non sono campi separati. Convergono nelle condizioni di vita delle comunità: nell’accesso al cibo, nella qualità dello spazio pubblico, nel diritto al benessere e nelle narrazioni culturali attraverso cui le persone comprendono il proprio posto nel mondo.
Il seminario del 4 giugno rappresenta quindi solo il primo passo di una più ampia sequenza di attività. Seguiranno il coinvolgimento della comunità, la rigenerazione dei giardini, la produzione di arte pubblica, lo sviluppo di documentari, iniziative educative e progetti di divulgazione. Queste attività culmineranno nella rigenerazione dei giardini di East Harlem e in una più ampia piattaforma pubblica nell’autunno del 2026, che includerà collegamenti con la Biennale di New York.
In un’epoca segnata da stress climatico, isolamento sociale, disuguaglianze sanitarie e rapida trasformazione tecnologica, la longevità deve essere ridefinita. Non si tratta solo di prolungare la vita, ma di migliorare le condizioni che la rendono dignitosa, connessa e sostenibile. La Sardegna offre un codice: East Harlem e il South Bronx ne offrono un altro. Il Codice della Longevità invita a leggere insieme questi codici e a immaginare la città come un sistema vivente in cui giardini, film, tecnologie, comunità e ricordi possono diventare strumenti di salute collettiva.
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