Catastrofi naturali e protection gap: 424 miliardi di dollari di esposizione non assicurata nel 2025


Il protection gap delle catastrofi naturali ha raggiunto 424 miliardi di dollari nel 2025, in crescita rispetto ai 395 miliardi dell’anno precedente. È quanto emerge dall’ultimo sigma insights pubblicato dallo Swiss Re Institute a giugno 2026, che aggiorna il Natural Catastrophe Insurance Resilience Index e analizza il rapporto tra copertura assicurativa disponibile e perdite attese a livello globale. Il documento offre una lettura strutturale del fenomeno: la lacuna protettiva non si allarga perché l’assicurazione arretra, ma perché il valore degli asset esposti continua a crescere – spinto in primo luogo dall’espansione economica nominale.

L’indice di resilienza complessivo si attesta al 27,3% nel 2025, pressoché invariato rispetto al 27% del 2024, ma in miglioramento di due punti percentuali rispetto al 25,3% registrato nel 2015. Significa che quasi tre quarti dell’esposizione globale rimane priva di copertura assicurativa. La protezione disponibile è cresciuta a un ritmo leggermente superiore rispetto alla protezione necessaria, grazie a una maggiore penetrazione assicurativa – un segnale positivo, ma insufficiente a ridurre il gap in termini assoluti.

Le differenze geografiche sono marcate. Il Nord America mantiene un indice di resilienza tra il 40 e il 42% dal 2015, con un’esposizione non coperta che cresce però in valore assoluto per effetto dell’aumento strutturale dei costi di ricostruzione e della concentrazione della popolazione nelle aree a maggiore pericolosità. In California, solo il 12% delle polizze residenziali include oggi la copertura per il rischio sismico, contro il 30% registrato al tempo del terremoto di Northridge nel 1994 – una tendenza che desta preoccupazione nelle aree più vulnerabili.

L’area EMEA avanzata e l’Asia Pacifico avanzata mostrano invece i progressi più significativi nel decennio. La Germania è citata come caso emblematico: il tasso di adesione alle coperture per incendio e tempesta ha raggiunto circa il 99% degli edifici residenziali, mentre la penetrazione dell’assicurazione alluvionale è salita al 57% dei nuclei familiari, da un livello di circa il 20% di vent’anni fa. Per l’Europa nel suo insieme, l’analisi sigma evidenzia come le misure di adattamento – argini, dighe, pianificazione dell’uso del suolo – abbiano contribuito a contenere la crescita delle perdite assicurate da alluvione: una volta tenuto conto dell’aumento della penetrazione assicurativa, non si osserva crescita residua dei sinistri alluvionali assicurati nel continente.

Nei mercati emergenti il quadro è meno incoraggiante. In America Latina e nell’EMEA emergente l’indice di resilienza si mantiene intorno all’8-9%, con la quasi totalità dell’esposizione a rischio catastrofale priva di qualsiasi forma di trasferimento assicurativo. In Asia emergente la crescita dell’esposizione è stata particolarmente rapida – trainata da urbanizzazione e sviluppo economico – ma con un indice di resilienza del 5%, la nuova ricchezza esposta è quasi interamente scoperta.

Il report dedica ampio spazio alla dimensione degli investimenti in adattamento, che Swiss Re Institute valuta come complementari e non alternativi all’assicurazione. L’analisi di un campione di interventi realizzati negli Stati Uniti tra il 2010 e il 2022 – per un valore complessivo di circa 9 miliardi di dollari – mostra che il rapporto costo-beneficio mediano atteso è pari a 1,86: ogni dollaro investito genera quasi due dollari di benefici. Il range è ampio – da 1,2 per le difese urbane di Cedar Rapids a 9,63 per i rilevati fluviali del Middle Rio Grande – ma tutti i progetti esaminati con un BCR dichiarato producono benefici netti positivi.

Tra gli esempi più citati, quello dell’Alabama in occasione dell’uragano Sally nel 2020: le abitazioni costruite o adeguate secondo lo standard Fortified dell’IBHS hanno registrato una riduzione della frequenza dei sinistri tra il 55 e il 70%, e una riduzione della severità tra il 14 e il 40%, con loss ratio inferiori del 51-72% rispetto alle costruzioni convenzionali. In Louisiana, i proprietari che hanno adeguato le abitazioni allo standard Fortified beneficiano di uno sconto sui premi annuali compreso tra il 7 e il 24%, un caso concreto di come la tariffazione basata sul rischio possa incentivare comportamenti virtuosi.

Secondo Swiss Re Institute, il rischio di insurabilità – ovvero la prospettiva che alcune categorie di rischio catastrofale diventino nel tempo impossibili da trasferire al mercato assicurativo – può essere contrastato proprio attraverso una combinazione strutturata di adattamento fisico e copertura assicurativa. Questa integrazione richiede però standard di valutazione dei progetti più uniformi e incentivi di mercato che premino concretamente la riduzione del rischio, due condizioni che oggi non sono ancora sistematicamente garantite.

Se il trend di crescita delle perdite assicurate del 5-7% annuo in termini reali dovesse mantenersi, Swiss Re Institute stima che i sinistri assicurati globali potrebbero raggiungere 186 miliardi di dollari entro il 2030, rispetto ai 107 miliardi del 2025. Un orizzonte che rende ancora più urgente affrontare la questione della protezione gap non come dato statico, ma come processo da governare attraverso politiche coordinate di copertura e riduzione dell’esposizione.

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