L’Arno supera l’esame dei ciclisti: poche criticità ambientali, nessun segnale significativo di degrado, sponde curate e assenza di rifiuti abbandonati lungo il percorso. A finire sotto osservazione è invece la Ciclovia dell’Arno, che in alcuni tratti necessita ancora di interventi: completamenti, manutenzioni e, nel tratto tra ponte Romito e Levane, una revisione del tracciato.
È questo il primo bilancio emerso da Pedal’Arno, il ciclo-viaggio lungo il fiume, dalle sorgenti del Casentino fino al mare, per raccontarne lo stato di salute e raccogliere indicazioni utili alla sua valorizzazione.
Dopo la partenza da Pratovecchio Stia e la tappa ad Arezzo, l’iniziativa è arrivata ieri a San Giovanni Valdarno, dove ciclisti, amministratori e rappresentanti del territorio si sono confrontati sul futuro del percorso fluviale.
L’arrivo sul Lungarno Don Minzoni è stato accolto dalla sindaca Valentina Vadi, dall’assessora all’ambiente Laura Ermini, dall’assessore alle attività produttive Massimo Pellegrini e dai rappresentanti del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno.
La tappa sangiovannese si è trasformata in un utile e interessante momento di incontro con la comunità. In occasione dell’incontro conviviale, a base di prodotti tipici del territorio messi a disposizione dagli operatori aderenti ai Contratti di Fiume Casentino H2O, Abbraccio d’Arno e Acque d’Arno, promossi e coordinati dal Consorzio nell’ambito del Patto per l’Arno, il racconto dell’osservazione del tratto aretino del corso d’acqua.
Il monitoraggio del fiume e della ciclovia rappresenta infatti il cuore dell’iniziativa promossa da FIAB Toscana con il contributo della Regione Toscana e dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, con il patrocinio di ANBI Toscana e dei Consorzi Alto, Medio e Basso Valdarno.
La bicicletta diventa così uno strumento di conoscenza e una vera e propria “sentinella” del territorio: pedalando lungo il fiume è possibile individuare fenomeni erosivi, dissesti, presenza di rifiuti, criticità infrastrutturali o alterazioni dell’equilibrio ambientale.
“È un’iniziativa molto interessante – sottolinea la sindaca Vadi – perché permette di valorizzare l’Arno, il suo percorso e i territori attraversati dal fiume più importante della Toscana. Accogliere i cicloturisti significa promuovere un modo sostenibile di vivere il territorio e rafforzare il rapporto tra comunità e ambiente. La Regione Toscana ha puntato molto sullo sviluppo degli itinerari ciclopedonali. Per il nostro comune sono in arrivo finanziamenti importanti che ci consentiranno di chiudere alcuni nodi della ciclopista dell’Arno, quella a sud in prossimità dell’ospedale, quella a nord davanti allo stadio. Ringrazio il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno che anche oggi è presente e sostenitore di Pedal’Arno e che è sempre al fianco di istituzioni e comuni. Proprio in questo periodo il comune sta completando un importante intervento strutturale sull’Arno, tra il ponte Ipazia e lo stabilimento IVV: tutta la progettazione, a suo tempo, è stata messa a punto proprio dal Consorzio”, ricorda la sindaca.
“Dalle sorgenti immerse nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi fino al Valdarno, l’Arno attraversa paesaggi diversi e in continua evoluzione – spiega Serena Ciofini, dirigente dell’Area Manutenzioni del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno –. Nel comprensorio consortile ricadono oltre 120 chilometri dei 241 complessivi del corso del fiume. La manutenzione dell’Arno è quindi un’attività strategica: comprende vigilanza e interventi di manutenzione ordinaria per rimozione di ostacoli, controllo delle condizioni di sicurezza, gestione della vegetazione e interventi per garantire il corretto deflusso delle acque. Ogni anno il Consorzio realizza interventi su oltre 45 chilometri di fiume, mentre gli altri tratti vengono programmati in base alle necessità e alle caratteristiche ambientali”.
“La partecipazione di cittadini, associazioni e realtà locali impegnate nella conoscenza e nella tutela dell’Arno è fondamentale – evidenzia la presidente del Consorzio Serena Stefani –. Dopo la discesa del fiume realizzata dai Canottieri Comunali di Firenze, che hanno osservato l’Arno dalla prospettiva dell’acqua, oggi sono i ciclisti a raccontarlo dalla terra. Due punti di vista diversi che restituiscono una fotografia più completa del rapporto tra fiume e territorio e che possono darci ulteriori informazioni per una manutenzione ancor più “personalizzata”. L’Arno – aggiunge Stefani – non è soltanto un’infrastruttura naturale essenziale per la sicurezza idraulica, ma anche un luogo di identità, incontro e sviluppo per le comunità che vivono lungo le sue rive. Un fiume più conosciuto e vissuto è anche un fiume più sicuro”.
Il direttore generale Tulio Marcelli ricorda inoltre gli interventi programmati nel 2026: “in Casentino sono previste nuove difese di sponda e una briglia, per un investimento complessivo di circa 200 mila euro, mentre in Valdarno proseguirà la manutenzione delle casse di espansione realizzate per ridurre il rischio idraulico. Nel Piano annuale di bonifica sono inoltre previsti circa 800 mila euro per la gestione della vegetazione lungo il corso dell’Arno nel comprensorio”.
“Pedal’Arno dimostra come la Ciclovia dell’Arno possa essere molto più di un’infrastruttura dedicata alla mobilità sostenibile – commenta Alberto Paggetti, coordinatore FIAB Toscana –. È un osservatorio privilegiato per conoscere il fiume e segnalare le situazioni che possono comprometterne l’equilibrio. Il primo tratto dell’Arno percorso, da Pratovecchio Stia a San Giovanni Valdarno, risulta in buona salute. Non abbiamo registrato particolari criticità ambientali, idrauliche e strutturali. La manutenzione appare curata. La ciclovia invece deve essere completata e, in alcuni punti, ripensata. Da Ponte Romito a Levane oggi non risulta percorribile”.
Il viaggio prosegue oggi verso Firenze e domani per Marina di Pisa. Al termine del percorso FIAB Toscana realizzerà un reportage video-fotografico, una mappatura georeferenziata delle criticità incontrate e una pubblicazione dedicata al rapporto tra l’Arno e la sua ciclovia.
Dopo il “pranzo del ciclista” sulle rive dell’Arno sangiovannese e la visita gratuita al Museo delle Terre Nuove, ieri i partecipanti sono tornati infatti in sella per continuare il racconto del fiume fino al mare.
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Redazione Arezzo24
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