Sembra che a Taranto ci sia più di qualche problema nella gestione del verde urbano.
Che la motivazione risieda nella considerazione di alberi e piante alla stregua di semplici arredi urbani, che si possono togliere e spostare a piacimento e non parte di un ecosistema complesso, o che si tratti di un intreccio di criticità (finanziarie e non), il risultato resta sempre lo stesso.
Taranto è una delle città più soggette ad ondate di calore dell’intero Paese, classificandosi al 96esimo posto nel report sull’Indice del Clima 2026 de Il Sole 24 Ore per sforamenti di temperatura superiori ai 30°C per tre giorni consecutivi, al 92esimo per giorni di calore estremo e al 102esimo per le cosiddette “notti tropicali”, con una media ben poco invidiabile ben 118 nottate afose all’anno.
Inutile dire che una delle cause risiede nella scarsa quantità di verde urbano: sono innumerevoli, ormai, gli studi autorevoli e accreditati che mostrano quanto alberi e piante contribuiscano a mitigare il calore estremo degli ultimi anni in un contesto cittadino.
Nella nostra città le promesse sono tante: dalla piantumazione del doppio degli alberi abbattuti (e che si continuano ad abbattere) per fare spazio a BRT ai progetti della Green Belt.
Con oltre 84 milioni di euro finanziati dal Just Transition Fund 2021-2027, quest’ultimo dovrebbe rappresentare, nelle intenzioni dell’amministrazione, molto più di un piano per aumentare il verde urbano: è il tassello strategico di una trasformazione in un territorio che per decenni ha convissuto con le criticità ambientali legate alla presenza dell’industria pesante.
L’obiettivo, insomma, è costruire una rete integrata di parchi, corridoi ecologici, piste ciclabili, percorsi naturalistici e aree capaci di migliorare la qualità dell’aria, mitigare gli effetti del cambiamento climatico e restituire spazi pubblici ai cittadini.
La Green Belt si svilupperà attraverso otto grandi interventi: il Parco naturalistico del Fiume Galeso, il recupero del Parco della Rimembranza, la valorizzazione del Parco Piero Angela e delle aree verdi di Paolo VI, la rinaturalizzazione del Parco archeologico delle Mura Greche, il nuovo Parco urbano di Taranto 2, il Parco Mar Grande, il Parco costiero di San Vito e il Parco lineare delle Tre Terre.
Progetti ambiziosi che, allo stato attuale dei fatti, si scontrano con una realtà ben diversa: quartieri in cui il verde urbano è un miraggio e le giornate estive raggiungono temperature proibitive, piste ciclabili assolate e, di conseguenza, inutilizzate, verde incolto che rende parchi inutilizzabili e rotatorie pericolose per la scarsa visibilità.
La segnalazione dei cittadini: piante senz’acqua nei giardini di via Lucania
Intanto proseguono le segnalazioni dei cittadini sulla scarsa manutenzione del verde cittadino: l’ultima proviene dai giardini di via Lucania. A distanza di pochi mesi dall’abbattimento di circa quindici alberi storici presenti da oltre mezzo secolo nel parco, cresce infatti il malcontento dei cittadini per lo stato di abbandono in cui versano le nuove alberature messe a dimora dal Comune.
Secondo quanto segnalato da alcuni residenti, gli alberi originari, che per decenni avevano garantito ombra, mitigazione delle temperature estive e un importante contributo al decoro urbano, sono stati tagliati nell’ottobre del 2025 nell’ambito di interventi di manutenzione e riqualificazione del verde pubblico. Una decisione che aveva già suscitato interrogativi e perplessità tra gli abitanti della zona, molti dei quali avevano assistito con amarezza alla scomparsa di esemplari che rappresentavano ormai un elemento identitario del quartiere.
Dopo mesi di attesa, alla fine di marzo 2026 sono state effettuate nuove piantumazioni. Un intervento accolto inizialmente con favore dai residenti, nella speranza che il patrimonio arboreo perduto potesse essere gradualmente ricostituito. Tuttavia, le aspettative sembrano essersi presto scontrate con una realtà ben diversa.
Le giovani piante, infatti, sarebbero state lasciate prive delle necessarie cure successive alla messa a dimora. In particolare, i cittadini denunciano l’assenza di un adeguato programma di irrigazione proprio nei mesi più delicati per l’attecchimento delle nuove alberature. Il risultato sarebbe oggi sotto gli occhi di tutti: fogliame secco, rami in sofferenza e diversi esemplari che mostrano evidenti segni di deperimento.
A evitare conseguenze ancora peggiori, secondo le testimonianze raccolte, sarebbe stato soltanto il senso civico di alcuni residenti. Un paio di cittadini, armati di piccoli bidoni e taniche, si sarebbero infatti fatti carico spontaneamente di portare acqua alle piante quando possibile, nel tentativo di scongiurarne la morte. Un gesto di responsabilità e amore per il bene comune che, tuttavia, non può sostituire un’attività che dovrebbe rientrare nella normale gestione del verde pubblico.
«Non è accettabile che dopo aver abbattuto alberi presenti da cinquant’anni si investano risorse per nuove piantumazioni e poi le si lasci seccare», lamentano alcuni abitanti della zona. «Gli alberi non si piantano soltanto per una fotografia o per un annuncio. Hanno bisogno di essere seguiti, soprattutto nei primi mesi di vita, quando sono più vulnerabili».
A fronte della situazione, alcuni cittadini hanno tentato di sollecitare l’intervento dell’amministrazione comunale. Sono stati inviati reclami e segnalazioni tramite posta elettronica agli uffici competenti e attraverso i canali social istituzionali. Tuttavia, secondo quanto riferito dai residenti, tali iniziative non avrebbero finora prodotto alcun riscontro concreto né comunicazioni ufficiali sullo stato delle nuove alberature o sugli interventi programmati per garantirne la sopravvivenza.
I residenti di Via Lucania chiedono ora un intervento tempestivo da parte del Comune affinché venga verificato lo stato delle piante e vengano attuate tutte le misure necessarie per evitarne la perdita definitiva. La speranza è che le segnalazioni non restino inascoltate e che il patrimonio verde del quartiere possa essere salvaguardato prima che sia troppo tardi.
Una questione va oltre la semplice cura di alcune piante: riguarda il rispetto degli spazi pubblici, la qualità della vita urbana e la credibilità delle politiche ambientali.

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