Arezzo, tutti i livelli di caldo. Che sia vera o presunta, di Giunta ‘un se n’è vista punta. Forza Enzo, finalmente maturo


Settimana “calda” in tutti i sensi quella trascorsa ad Arezzo. Tra meteo, risse (in cui ingiustamente è stata, a torto, coinvolta la Giostra) e politica locale.

Cominciamo con quest’ultima, con le tre forze politiche locali emerse alle elezioni, che sono alle prese con risse interne, senza coltelli e bottiglie e senza dar colpa al Saracino. Comanducci aveva promesso la nuova Giunta entro la Giostra, ma ha fatto bene a non specificare se era la Giostra di Giugno o quella di Settembre… anche perchè il Buratto alla disfida avrebbe detto:

“Che sia vera o presunta, ma di Giunta ‘un se n’è vista punta”.

Il che il nuovo Sindaco, viste le diatribe interne, proprio al Buratto avrebbe proposto un Assessorato (con delega alla Giostra) ma ha dovuto rinunciare per le quote rosa (il Buratto non solo ha tre palle, ma gli girano più che al Gamurrini, al Marcantoni e al Piomboni messi insieme).

Nella parte sconfitta si segnala una lettera firmata da oltre trenta militanti, in cui si dice (ma va?) che la candidatura Ceccarelli era sbagliata. Peccato che lo dicano, AFTER THE FIRES (usando la lingua inglese tanto cara in campagna elettorale alla nuova sinistra), ovvero DOPPO I FOCHI (detto all’aretina), o meglio ancora SHAKEN OFF DEW e cioè A GUAZZA SCROLLA.

E pensare che han fatto finta di stare uniti, invitando tutta la crema (chantilly) in campagna elettorale: da Bersani alla Schlein, da Giani a Fratoianni e a Bonelli, fino alla Boldrini. Mancavano solo Raul Castro perchè Trump gli ha detto di rimanere a Cuba e il presidente cinese XI Jinping, ma oggi chiamare comunista un cinese… è un giallo… in tutti i sensi.

Infine diatribe interne anche nella coalizione Donati, con Poponcini che prima dell’Insediamento del Consiglio Comunale lascia già Scelgo Arezzo, unico caso in cui i poponcini da acerbi erano già… mezzi.

E quindi, dopo che durante la pandemia, da Comandante della Municipale, era in grado di vedere se i cittadini avevano più di tre porzioni di lasagne in una busta, adesso, dalle lasagne è andato ai passatelli, nel senso che è passato al “gruppo misto“. A proposito, ma che gruppo è se (per ora) c’è solo lui?

Un vero colpo basso per Donati, anche se è da vedere chi è che il colpo lo ha mandato per primo. La lista Donati comunque, da lista Civica è diventata lista Cavica, dato che qualcuno si è cavato (o lui lo ha fatto cavare) dai coglioni.

Qualcuno pare ha fatto a Donati l’occhiolino per andare a fare il Presidente del Consiglio Comunale e a quel punto si caverebbe anche lui… ma forse sarebbe troppo, e non ci si  caverebbe più un ragno da un buco.

È stata la settimana dei maturandi anche ad Arezzo, con molti studenti aretini apparentemente soddisfatti dopo le prime prove. Delle tracce proposte, in molti hanno scelto Pavese e Saragat per la prima e Einstein per la seconda, anche perchè sennò Einstein ultimamente si vedeva solo a far la spesa alla Eurospin.

La vera notizia è stata la presenza a Roma del nostro Pupo, a 70 anni tra gli esaminandi. Evidentemente in questi anni non si è sentito… all’altezza per sostenere un esame così importante. Qualcuno gli ha detto perchè alla prova di italiano ha portato con se i vocabolari di inglese, francese, spagnolo e tedesco e lui ha detto che erano per mettere alle gambe delle sedie, perchè temeva che il banco fosse alto.

All’uscita è sembrato però soddisfatto e ha cantato “Sarà perchè ti amo con una Prof“. Speriamo, ma ne siamo certi, sappia cantare bene anche agli orali, dove ci sarà da parlare tanto. Ma uno che gestisce due mogli, la parlantina ce l’ha buona per forza! Vai Enzo!

È arrivato il tanto temuto caldo tropicale e come ogni anno vi diamo conto delle vere cose da sapere su questo clima torrido, più precise dei vari appelli a stare al fresco, evitare il sole nelle ore calde, bere acqua e mangiare frutta fresca; come se uno con questo caldo se mettesse a saldare le ringhiere in terrazza, bevesse il vin brulé e se mettesse a cuocere le castagne.

Ecco quindi i consigli aggiornati su come gestire il caldo ad Arezzo.

In effetti quello percepito nella settimana è stato il primo “CAETE” (Caldo Afoso Effettivo Torrido Estivo) di questa estate nella nostra città. L’acronimo CAETE è dovuto al fatto che è anche il vocabolo più ricorrente in questi giorni di bollore, in frasi del tipo: “CAETE dormito voialtri?” o anche “Oh CAETE da berciare con sto caldo?!” oppure: “Beati voialtri CAETE la casa al mare o CAETE l’aria condizionata.

Ecco allora i livelli di questa percezione del calore:

Livello “SE SCHIANTA, NON SE RESPIRA” ovvero primo livello di allarme. Si comincia a cercare l’ombra e il meriggio anche al buio, si apre più la porta del frigorifero che la porta di casa, e le vampate prendono non solo alle donne. Vai avanti a insalate (iceberg perché fa pensare al ghiaccio..) perché è da sciagurati pensare di accendere i fornelli. Alle code del cantiere della rotonda di Via Fiorentina, il caldo te prendeva d’inverno… figurati ora.

A questi livelli termici la pazienza che uno può avere dura quanto 20 Euro al distributore. Ti vien voglia di andare al fresco, ma a Arezzo al fresco non ce vai nemmeno se spacci, rubi o fai il delinquente.

Livello “SE BOLLE, SÒ DA STRIZZARE”: si comincia a non sopportare niente, il caldo inizia ad essere peso come la minestra de pane a cena e hai sempre una sudarella tipo quando provi a attraversare Campo di Marte o il Pionta da solo e non fai para a fare una doccia che ne faresti subito un’altra, ma te piglia la sudarella anche lì, quando pensi a quanto te costa, visto il prezzo dell’acqua pubblica.

A queste temperature fai prima a trovare un Assessore al Comanducci che il fresco… il che è tutto dire. Ti prende voglia d’andare al mare, ma se vai nel Tirreno, col traffico e le code che trovi, in macchina finisci l’aria condizionata e risudi anche l’acqua del Battesimo.

Se vai in Adriatico e passi dalla E45, o che tu sia in macchina o in moto, arrivi al mare che il culo lo hai già abbronzato nel viaggio a forza di buche! Se vai al Lago Trasimeno, col traffico che c’è nella 71, arrivi massimo a Rigutino che già sei zuppo e con la bava alla bocca a forza di mandare accidenti a chi perde tempo per la Stazione dell’Alta Velocità, invece di potenziare la linea già esistente che, se non toglie il caldo, probabilmente toglierebbe buona parte del traffico.

Livello “COSÌ AMAZZA, STANOTTE CHI DORME?” A questo livello non se sopporta neanche quelli di casa; il caldo è appiccicoso come una suocera a digiuno e in ogni posto te lo ritrovi come un’inaugurazione della ConfCommercio.

Se qualcuno ti invita a un matrimonio, ti auguri che divorzino prima della cerimonia. A questo livello cerchi di bagnarti a una fontana, ma se si aspetta il ritorno dell’acqua nelle fontane delle Chimere, l’acqua fa prima la Nasa a trovarla su Marte.

Ti vien voglia d’istinto di infilare il capo nel frigorifero ma daresti una capata o al mezzo cocomero o alla zuppiera della panzanella che ci trovi dentro. Provi allora con l’aria condizionata a tutto palo, ma a quel punto si rischia più di non dormire per il torcicollo che per il caldo.

Il tuo desiderio di fresco e di inverno comincia a farti sperare che la Città del Natale cominci dopo la Fiera del Mestolo, ma col Comanducci Sindaco ‘unnè de fori!

Ultimo livello, “MA COM’È OGGI?! DA BATTERE IL CAPO IN UN MURO” è il livello peggiore, la gente più che parlare, soffia e moccola come il Ceccarelli allo spoglio (dei voti e non dei vestiti). Il caldo che hai addosso e dentro è talmente infernale che non te lo toglierebbe neanche Don Alvaro.

D’istinto ti viene voglia di una fetta di popone, ma i poponcini l’ha tutti fatti sparire il Donati. Nonostante Arezzo non sia da bollino rosso (decatti se a Arezzo di rosso ci son rimasti ogni tanto i semafori) a questo livello il caldo è comunque potenzialmente pericoloso… e quindi si consiglia vivamente di non esporsi con la testa al sole nelle ore più calde (per chi ha ideato le piste ciclabili a zig zag è troppo tardi, perché è evidente che una solata la deve aver presa e bella, sennò non si spiega).


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 Franco Gori

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