Intervista ad Antonio Candalise, presidente del Gal Sila Sviluppo che insieme a istituzioni, imprese e comunità locali ha costruito la strategia servita a intercettare l’importante finanziamento
Dieci milioni di euro dal ministero del Made in Italy per il progetto pilota “Sila Outdoor”: un investimento destinato a cambiare il volto turistico ed economico dell’altopiano silano. Un risultato frutto di una strategia territoriale costruita dal Gal Sila Sviluppo insieme a istituzioni, imprese e comunità locali, con l’obiettivo di trasformare la Sila in una destinazione competitiva per il turismo sostenibile, esperienziale e destagionalizzato.
Ne parliamo con il presidente del Gal Sila Sviluppo, Antonio Candalise, per approfondire il valore di questo finanziamento, le prospettive per il territorio e la nuova sfida dello sviluppo silano.
Presidente Candalise, il finanziamento di quasi 10 milioni di euro rappresenta un risultato storico per la Sila. Qual è il significato di questo riconoscimento e quanto può incidere sul futuro economico del territorio?
«L’approvazione del progetto pilota “Sila Outdoor” rappresenta un traguardo straordinario per l’intero territorio silano. Parliamo di un investimento di quasi 10 milioni di euro che premia una visione condivisa di sviluppo costruita negli anni attraverso il dialogo tra istituzioni, imprese e comunità locali. È un riconoscimento importante da parte del ministero delle Imprese e del Made in Italy che conferma la qualità della proposta presentata dal Gal Sila Sviluppo e la capacità del territorio di fare sistema. Le risorse assegnate consentiranno di attivare investimenti strategici, sostenere la crescita delle imprese, migliorare i servizi e rafforzare l’attrattività della Sila, generando ricadute economiche significative e nuove opportunità occupazionali».
“Sila Outdoor” punta a un modello di turismo integrato che unisce natura, sport, enogastronomia, cultura e tradizioni locali. Quali sono gli elementi che possono rendere la Sila una destinazione attrattiva tutto l’anno e non solo nei periodi di maggiore afflusso?
«La Sila possiede tutte le caratteristiche per essere una destinazione turistica attrattiva in ogni stagione. Abbiamo un patrimonio ambientale unico, laghi, boschi, sentieri, percorsi cicloturistici, sport invernali, borghi ricchi di storia, produzioni agroalimentari di eccellenza e tradizioni autentiche che raccontano l’identità delle nostre comunità.
Oggi il turista cerca esperienze vere, sostenibili e immersive. Vuole vivere i luoghi, conoscere le persone, scoprire i sapori e le tradizioni. “Sila Outdoor” nasce proprio per mettere in rete queste risorse e costruire un’offerta integrata capace di valorizzare la Sila durante tutto l’anno, superando la logica della stagionalità e promuovendo un turismo esperienziale di qualità».
Il progetto coinvolge 19 interventi, tra imprese private e soggetti pubblici. Quanto è importante, per lo sviluppo di un’area interna come la Sila, la capacità di fare rete tra istituzioni, imprenditori e comunità locali?
«È l’elemento decisivo. Nessuna strategia di sviluppo può produrre risultati duraturi se non è sostenuta da una forte collaborazione tra i diversi attori del territorio. Uno degli aspetti più qualificanti di “Sila Outdoor” è proprio la capacità di aver messo insieme 16 progetti imprenditoriali e 3 interventi pubblici all’interno di una visione comune. Significa che amministrazioni locali, imprese, con la regia del Gal, hanno saputo guardare oltre i singoli interessi, comprendendo che la crescita della Sila dipende dalla capacità di costruire una destinazione unitaria e riconoscibile. Questa esperienza dimostra che quando il territorio lavora insieme è possibile raggiungere risultati importanti e attrarre investimenti significativi».
Il turismo sostenibile e le esperienze legate alla natura sono settori in forte crescita a livello internazionale. Quali nuove opportunità occupazionali e imprenditoriali può generare questo progetto, soprattutto per i giovani?
«Le opportunità sono numerose e riguardano diversi ambiti. Penso ai servizi turistici innovativi, alle attività outdoor, alle guide ambientali, al cicloturismo, all’accoglienza diffusa, all’enogastronomia, all’artigianato di qualità, ai servizi digitali e alla promozione del territorio. L’obiettivo è creare un ecosistema favorevole all’imprenditorialità giovanile, offrendo nuove occasioni di lavoro e contrastando il fenomeno dello spopolamento che interessa molte aree interne. Dobbiamo creare le condizioni affinché i giovani possano scegliere di restare o tornare in Sila, investendo sulle proprie competenze e sulle straordinarie risorse del territorio».
Dopo l’approvazione del progetto si apre una fase decisiva: quella della realizzazione concreta degli interventi. Quali saranno le prossime sfide del Gal Sila Sviluppo e quale visione avete per il futuro della Sila?
«La sfida che abbiamo davanti è trasformare rapidamente questo finanziamento in risultati concreti e misurabili. Nelle prossime settimane procederemo con la sottoscrizione dei provvedimenti di concessione e con l’avvio delle attività da parte dei soggetti beneficiari, accompagnandoli in tutte le fasi di attuazione del progetto. La nostra visione è quella di una Sila sempre più protagonista nel panorama del turismo sostenibile italiano. Una Sila capace di valorizzare il proprio patrimonio naturale e culturale, attrarre investimenti, creare occupazione e offrire nuove prospettive di sviluppo alle comunità locali. Il decreto di finanziamento rappresenta certamente un punto di arrivo rispetto al lavoro svolto in questi anni, ma soprattutto costituisce un nuovo punto di partenza. Adesso inizia la fase più importante: quella della6 realizzazione degli interventi e della costruzione di un futuro che renda la Sila sempre più competitiva, accogliente e attrattiva».
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Riccardo Montanaro
Source link


