BARI – Oltre 50 milioni di euro per rilanciare le attività culturali in Puglia, sostenere gli operatori del settore e rendere più accessibili gli spazi dedicati alla cultura, anche nei quartieri e nei centri più piccoli. La Regione prepara una nuova stagione di interventi che comprende finanziamenti, misure per la valorizzazione del patrimonio e una revisione della legislazione regionale. Il percorso coinvolgerà direttamente associazioni, imprese e rappresentanze del mondo culturale, con una nuova tappa di confronto già programmata a Taranto per novembre.
Le linee principali della strategia sono state illustrate venerdì 9 ottobre, nell’Agorà del Consiglio regionale, durante la prima assemblea pubblica dedicata alle politiche culturali pugliesi. Un appuntamento organizzato per avviare il dialogo con gli operatori e presentare gli strumenti di sostegno economico che saranno messi a disposizione nelle prossime settimane.
Il pacchetto annunciato comprende 4 nuovi avvisi pubblici per complessivi 47,6 milioni di euro. La quota più consistente, pari a 20 milioni, sarà destinata agli spazi culturali, mentre altri 20 milioni finanzieranno interventi di welfare culturale. Per i grandi eventi sono previsti 4 milioni di euro e ulteriori 3,6 milioni sosterranno le iniziative culturali di prossimità, con particolare attenzione alle attività organizzate nei quartieri e nei piccoli centri abitati.
A queste risorse si aggiungeranno 4 milioni di euro per le iniziative dedicate alla musica, al cinema, al teatro, alla danza e alla filiera del libro, che ripartiranno nel corso del 2026 attraverso la Fondazione Apulia Film Commission e il Consorzio Puglia Culture.
La disponibilità complessiva supera quindi i 50 milioni di euro. I finanziamenti proverranno prevalentemente dal Fondo di Rotazione 2021-2027 e saranno rivolti alle piccole e medie imprese culturali e creative della Puglia, agli enti senza scopo di lucro e alle istituzioni locali.
La Regione intende concentrare la propria azione su 2 obiettivi principali: avvicinare le opportunità culturali ai cittadini e garantire maggiore certezza agli operatori nell’accesso ai finanziamenti. Il primo riguarda la possibilità di usufruire di servizi e luoghi culturali anche nelle aree meno servite. Il secondo punta a ridurre le difficoltà provocate dalle procedure di finanziamento e dai tempi di risposta ai bandi, che possono costringere le organizzazioni ad anticipare risorse o a ricorrere all’indebitamento.
Accanto agli interventi economici, l’amministrazione regionale ha annunciato 2 iniziative legislative destinate a modificare il quadro normativo del settore.
La prima riguarda la nuova legge regionale sulla cultura, la creatività e lo spettacolo dal vivo, già elaborata nel corso della precedente legislatura e destinata a essere presentata in Consiglio regionale entro la fine del 2026.
La seconda consiste nella predisposizione di un Testo unico sui beni culturali e sul patrimonio, con l’obiettivo di riordinare le numerose disposizioni regionali approvate negli anni per proteggere e valorizzare le testimonianze materiali e immateriali della tradizione pugliese.
Il nuovo impianto normativo dovrà ricomprendere ambiti diversi, dagli ecomusei alle musiche e alle danze popolari, dall’archeologia industriale ai trabucchi, fino ai rituali festivi legati al fuoco, agli archivi storici e alle bande musicali della tradizione regionale.
A illustrare gli indirizzi politici dell’iniziativa è stata l’assessora regionale alla Cultura, Silvia Miglietta, che ha sottolineato come il programma sia il risultato del confronto avviato negli ultimi mesi con i rappresentanti del settore.
«La nostra strategia per la cultura nasce dalle richieste degli operatori e dalle operatrici culturali di tutti i territori che abbiamo incontrato e ascoltato in questi mesi. La nostra direzione è chiara: in Puglia, la cultura deve essere di tutte e di tutti, per tutte e per tutti», ha dichiarato l’assessora.
Miglietta ha evidenziato la volontà di collegare le politiche culturali ai temi dell’inclusione e della coesione sociale, superando una concezione limitata alla sola organizzazione di eventi e manifestazioni.
«La proposta che presentiamo tiene insieme cultura e giustizia sociale», ha spiegato, indicando tra gli ambiti di intervento anche il mondo della scuola, l’accoglienza e il contrasto alle discriminazioni.
L’assessora ha quindi delineato le priorità che accompagneranno la transizione verso il prossimo ciclo di programmazione europea. Tra queste figurano l’approvazione dei nuovi strumenti legislativi e la pubblicazione degli avvisi dedicati alle infrastrutture culturali, al welfare, alle attività di prossimità e alle stagioni promosse dagli enti locali.
Particolare attenzione sarà riservata anche agli operatori rimasti esclusi dalla precedente programmazione triennale, per i quali la Regione intende prevedere ulteriori opportunità di sostegno.
Un altro punto centrale riguarda l’utilizzo dei luoghi della cultura. L’obiettivo è ampliare la disponibilità degli spazi e favorire nuove forme di partecipazione, coinvolgendo non soltanto teatri e biblioteche, ma anche gli istituti scolastici.
«Vogliamo aprire tutti i luoghi di cultura possibili, che rappresentano veri e propri meridiani per i nostri territori, e crediamo che in questa sfida non rientrino solo le biblioteche o i teatri, ma anche le scuole», ha affermato Miglietta.
La componente economica resta comunque determinante. Pur annunciando un consistente programma di investimenti, l’assessora ha richiamato la necessità di migliorare l’impiego dei finanziamenti disponibili.
«Le risorse non sono illimitate, ma proprio per questo dobbiamo impegnarci a usarle meglio», ha osservato, ribadendo l’intenzione di proseguire il confronto con gli operatori e con i territori.
La Regione intende inoltre valutare i risultati delle proprie politiche attraverso gli effetti prodotti sulle comunità, sulla partecipazione del pubblico e sulla capacità di sperimentare nuovi modelli di gestione degli spazi culturali.
«Alla fine di questi cinque anni non vorremmo essere misurati sul numero di eventi o sui milioni spesi, ma sugli impatti che questa pluralità di iniziative avrà generato», ha concluso Miglietta.
Il prossimo appuntamento del percorso di consultazione si svolgerà a Taranto nel mese di novembre. La città ionica ospiterà 6 giornate di confronto dedicate alle principali componenti del sistema culturale regionale.
Gli incontri affronteranno, rispettivamente, i settori della musica, del teatro e della danza, dell’editoria e della lettura, del cinema e dell’audiovisivo, delle arti visive e performative, oltre a quello dei beni culturali e del patrimonio.
Al percorso saranno chiamati a partecipare associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, distretti e organismi rappresentativi degli operatori. Le indicazioni raccolte contribuiranno alla definizione del nuovo programma pluriennale regionale per la cultura, la creatività, lo spettacolo e il patrimonio, che dovrà trovare sostegno anche nelle risorse della futura programmazione europea 2028-2034.
La tappa tarantina rappresenterà dunque una nuova occasione di confronto tra istituzioni e protagonisti del settore, nell’ambito del percorso avviato dalla Regione per definire le priorità e gli strumenti delle politiche culturali dei prossimi anni.
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