Il leasing tiene nonostante l’incertezza globale: a Milano il Salone di Assilea, 28-29 ottobre


da sinistra: Giuseppe Schlitzer, direttore generale di Assilea e Paolo Guzzetti, presidente di Assilea, presentano alla stampa IX l’edizione del Salone del Leasing

Il leasing italiano archivia i primi nove mesi del 2026 con un segno positivo. Tra gennaio e settembre lo stipulato è salito del 3,2%, raggiungendo un volume di 27 miliardi di euro. L’andamento, però, non è stato lineare: il secondo trimestre ha segnato il picco dell’anno, mentre il terzo si è caratterizzato per una sostanziale stabilità. I dati sono stati anticipati a Milano, il 20 ottobre, in vista della IX edizione del Salone del Leasing organizzato da Assilea, l’associazione di categoria del settore, che si terrà nel capoluogo lombardo il 28 e 29 ottobre, presso Monterosa 91.

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Il quadro generale – come hanno spiegato gli operatori nel corso della presentazione del Salone Leasing 2026 ai media –  è quello di un risultato ottenuto in un contesto tutt’altro che semplice. Paolo Guzzetti, presidente di Assilea, ricorda come le imprese continuino a muoversi in uno scenario di elevata incertezza, alimentato dalle tensioni geoeconomiche e dalla ridefinizione dei rapporti commerciali a livello globale. Ciononostante, sottolinea, anche nel 2026 cresce il sostegno del credito leasing alle piccole e medie imprese italiane, e la chiusura dei nove mesi in territorio positivo ne è la prova. Per Guzzetti il leasing è “un ecosistema al servizio della crescita, dello sviluppo e dell’ammodernamento delle imprese”, e il Salone rappresenta il momento in cui i suoi principali protagonisti si confrontano con le istituzioni italiane ed europee e con le associazioni di categoria per interrogarsi sul futuro.

L’Italia quarta in Europa, con ancora spazio per crescere

Il dato nazionale va letto anche in chiave europea. Nel continente il leasing si conferma una delle forme di finanziamento più rilevanti per le PMI: primeggia insieme alle linee di credito e agli scoperti di conto corrente, e si colloca ben davanti ai finanziamenti bancari, ai crediti bancari agevolati e al credito per il commercio. In questo panorama l’Italia si assesta al quarto posto per volume di stipulato. Il confronto con economie paragonabili alla nostra, come quelle di Francia e Germania, suggerisce tuttavia che l’industria italiana del leasing abbia ancora margini di espansione. Il messaggio che arriva dall’associazione è dunque duplice: lo strumento è già centrale nella finanza delle imprese, ma il suo potenziale non è stato del tutto espresso.

L’auto resta il cuore del mercato

Entrando nella composizione dei volumi, il settore Auto, che comprende autoveicoli, veicoli commerciali e veicoli industriali, si conferma il principale segmento del mercato leasing, con oltre il 62,1% dei volumi finanziati. Seguono lo Strumentale, con il 26,3%, e l’Immobiliare, con l’8,9%. Il comparto automotive registra un leggero aumento in valore, pari al 2,0%, trainato dalla spinta di autoveicoli e veicoli industriali, mentre arretrano i veicoli commerciali, che pagano il confronto con la forte crescita messa a segno nel 2025. Un elemento da sottolineare è l’elevata incidenza delle alimentazioni green: un’autovettura elettrica su quattro risulta oggi finanziata attraverso il leasing o il noleggio a lungo termine, a testimonianza di quanto questi strumenti stiano accompagnando la transizione energetica della mobilità.

Strumentale: una pausa dopo la corsa del 2025

Più articolato il quadro dei beni strumentali, che nei nove mesi mostrano un assestamento del 0,9% in negativo. Il dato, precisano gli analisti, va letto alla luce del confronto con il 2025, anno in cui il comparto aveva fatto segnare un robusto +15,2%. A pesare è in particolare la flessione del segmento «finanziario» sopra i 2,5 milioni di euro, quello delle operazioni di taglio più elevato. Il leasing strumentale conserva però un ruolo di primo piano per la piccola e media impresa: si conferma infatti lo strumento di finanziamento preferito dalle PMI, scelto nel 67,3% degli investimenti agevolati con Nuova Sabatini, Industria 4.0 e Sabatini Green. Una quota che racconta quanto il leasing sia legato alle politiche di incentivo all’ammodernamento produttivo.

Immobiliare, la locomotiva del 2026

La performance più brillante dei nove mesi arriva dall’Immobiliare, che cresce del 21,9% e lo fa in tutti i comparti. Il segmento del «costruito» mette a segno un picco del 35%, con un balzo del 77,5% per le operazioni di taglio superiore ai 2,5 milioni di euro. Guardando alle tipologie di immobile, a distinguersi sono gli alberghi e i centri ricreativi, in aumento del 51,9%, e gli immobili ad uso ufficio, che salgono del 45,0%. Si tratta di numeri che disegnano un comparto in forte ripresa, capace di compensare la fase di stabilizzazione dello strumentale e di sostenere la crescita complessiva del mercato, pur rappresentando oggi l’8,9% dei volumi totali.

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Il Salone del Leasing: tre sessioni per guardare avanti

La IX edizione del Salone, con il titolo LEASE 2026, si articola in dodici tra tavole rotonde e interventi, distribuiti in tre sessioni tematiche. Il 28 ottobre la Sessione I sarà dedicata a «La nuova geoeconomia: mercato, credito e investimenti», mentre la Sessione II affronterà «Le frontiere del leasing tra regolamentazione e innovazione». Il 29 ottobre la Sessione III, intitolata «Il leasing che abilita il cambiamento: Immobiliare, Strumentale, Auto», entrerà nel vivo dei tre mercati di riferimento. Tra i temi in agenda figurano gli scenari internazionali e le sfide del leasing, le politiche europee, i mercati e gli investimenti, l’intelligenza artificiale e i fattori di cambiamento, la transizione energetica e il capitale umano, il rapporto tra banche e intermediari creditizi, tra imprese e pubbliche amministrazioni, fino a normativa e semplificazione.

Giuseppe Schlitzer, direttore generale di Assilea, parla di un’edizione che «si arricchisce ulteriormente nell’offerta, sia in termini qualitativi, sia quantitativi», con un percorso che parte dall’analisi geopolitica ed economica, passa per la frontiera tecnologica e arriva alle verticali sui tre mercati. La riflessione, spiega, è incentrata su come sviluppare il leasing per sostenere la propensione agli investimenti, sulla ricerca di un equilibrio tra regolamentazione e accesso al credito, sul ruolo dell’intelligenza artificiale e della transizione energetica e su quello delle politiche e degli incentivi.

Un parterre tra imprese, istituzioni e studi economici

Il programma prevede la partecipazione di numerosi esponenti del mondo economico e istituzionale. Interverranno Angelo Camilli, vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco; Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo; Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi Confindustria; Marco Fortis, vicepresidente e direttore della Fondazione Edison; Paolo Gerardini, vicepresidente di Assolombarda con delega al Credito e alla Finanza; Renato Loiero, consigliere del presidente del Consiglio per le politiche di bilancio; Antonio Patuelli, presidente dell’Abi; e Almorò Rubin de Cervin, capo del dipartimento Regolamentazione e vigilanza bancaria della DG Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali della Commissione europea. Dalla lettura dei dati e dagli interventi, auspica Guzzetti, potranno emergere indicazioni utili per la politica industriale del Paese e dell’Unione europea.


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